Campi Flegrei: “Qualcuno dovrebbe ricordare a Gennaro Sangiuliano, il quale oggi ha finalmente scoperto un premuroso interesse nei confronti dei cittadini flegrei, che prima di ricoprire il ruolo di consigliere regionale è stato Ministro della Cultura del Governo Meloni, dal 22 ottobre 2022 al 6 settembre 2024”, ha osservato Stefano Ioffredo, Segretario Provinciale di Napoli di Sinistra Italiana.

“In quel periodo, il Governo di Giorgia Meloni, del quale Sangiuliano faceva parte e dalle cui responsabilità politiche e istituzionali non può certamente sottrarsi, scelse di affrontare l’emergenza legata al bradisismo nei Campi Flegrei non attraverso la dichiarazione dello stato di emergenza, ma intervenendo direttamente per via legislativa attraverso decreti-legge. Si decise, dunque, di agire utilizzando gli strumenti ordinari e d’urgenza previsti dalla Costituzione, gestendo fondi e poteri in deroga attraverso specifiche disposizioni normative.

In quel periodo furono emanati non uno, ma ben due decreti Campi Flegrei: il Decreto-Legge 12 ottobre 2023, n. 140, e il Decreto-Legge 11 giugno 2024, n. 76, successivamente integrato dal D.L. n. 91/2024″.

“Come ho dichiarato spesso nel corso di questi anni,” ha sottolineato Ioffredo, “tali decreti sono stati insufficienti, sia per le misure previste sia per le risorse stanziate. Decreti privi di misure di protezione sociale, sui ristori e incapaci di garantire risposte adeguate sulla tutela dei servizi essenziali, nonostante le conseguenze degli eventi sismici e gli oltre 1.500 cittadini sgomberati dopo le scosse del 20 maggio 2024”.

“Nei decreti Campi Flegrei non c’era nulla di ciò che oggi il consigliere regionale di Fratelli d’Italia rilancia attraverso i propri canali social: nessuna misura organica sui ristori, nessuna sospensione dei mutui e nessun intervento strutturale sul diritto all’abitare che andasse oltre il semplice CAS (Contributo di Autonoma Sistemazione)”.

“Ma il paradosso, e insieme l’ipocrisia politica più grande,” ha proseguito il Segretario Provinciale di Napoli di Sinistra italiana, “è che oggi a parlare di queste esigenze sia proprio un ex Ministro della Repubblica con delega alla Cultura che, dopo diverse riunioni specifiche al Ministero, tavoli interministeriali, incontri operativi di monitoraggio e nonostante le richieste provenienti dal territorio, non ha impiegato neanche un euro per il patrimonio archeologico dei Campi Flegrei. Unico al mondo per belleza e storia”.

“Sangiuliano dovrebbe inoltre ricordare che gli emendamenti al terzo Decreto Campi Flegrei, il Decreto-Legge 7 maggio 2025, n. 65, che avrebbero introdotto verifiche a tappeto, ristori, misure di protezione sociale e interventi sui servizi, furono bocciati dalla maggioranza parlamentare che sostiene il Governo di Giorgia Meloni”.

“A quel punto Sangiuliano non era più ministro”, ha incalzato Ioffredo, “ma era ormai il periodo nel quale iniziavano a circolare le voci di una sua possibile candidatura alle elezioni regionali in Campania del 23 e 24 novembre 2025. Eppure non ricordiamo sue prese di posizione pubbliche contro quelle scelte del Governo e della maggioranza parlamentare in sostegno dei cittadini flegrei. Ma probabilmente non le ricordiamo perché forse non ci sono mai state”.

“Oggi, dopo il quarto Decreto Campi Flegrei, il Decreto-Legge 7 agosto 2026, n. 144, che continua a non contenere misure adeguate rispetto alle reali esigenze dei cittadini flegrei dopo la scossa del 31 luglio, la comunità Flegrea continua a fare i conti con i danni provocati dal sisma di magnitudo 4.7, con l’insufficienza delle risposte istituzionali e con un vuoto politico che dimostra l’incapacità di questo Governo di comprendere fino in fondo le necessità del territorio e la complessità del fenomeno bradisismico”.

“E una cosa tremendamente fastidiosa è che, dentro questo quadro, i cittadini flegrei sono costretti a subire l’ennesima presa in giro: la becera strumentalizzazione politica dello stato di emergenza portata avanti proprio da Sangiuliano”.

“Si tratta di un atteggiamento squalificante sul piano politico, istituzionale ed etico per almeno due ragioni”, ha affermato Ioffredo, per poi scendere nel dettaglio: “La prima riguarda una scorrettezza istituzionale senza precedenti da parte di un esponente politico che non solo ha ricoperto il ruolo di Ministro della Repubblica, ma che dovrebbe quindi conoscere perfettamente gli strumenti attraverso i quali il Governo può intervenire. Compreso il fatto che molte delle misure oggi richieste e necessarie possono essere previste e finanziate attraverso lo stesso Decreto Campi Flegrei, senza che ciò renda automaticamente necessaria la dichiarazione dello stato di emergenza”.

“La seconda riguarda la paradossale disonestà intellettuale con la quale l’ex ministro invoca lo stato di emergenza, pur sapendo che tra Governo e Regione Campania, nei diversi incontri istituzionali e nella cabina di regia che sarà convocata a breve, si sta lavorando sul piano istituzionale per emendare il Decreto Campi Flegrei e rafforzarne le misure.

Se avesse davvero un minimo di rispetto per i cittadini flegrei, Sangiuliano dovrebbe smetterla immediatamente con questa becera strumentalizzazione politica”.

“E se volesse realmente dare un contributo alla soluzione dei problemi della comunità flegrea, invece di utilizzare i social per fare propaganda, dovrebbe semplicemente alzare il telefono, chiamare i suoi ex colleghi di Governo e chiedere alla maggioranza parlamentare di approvare tutti gli emendamenti necessari a dare risposte immediate alle questioni che ancora oggi mancano nel decreto: ristori, protezione sociale, sostegno alle famiglie, diritto all’abitare, servizi essenziali, verifiche e interventi sul patrimonio pubblico e privato”.

“Per il resto, vale una regola molto semplice: come accade per un medico che perde credibilità agli occhi di un paziente in condizioni critiche dopo aver dimostrato di non saper affrontare la sua malattia, anche chi ha avuto responsabilità di Governo e ha dimostrato di non essere stato in grado di gestire un fenomeno tanto chiaro quanto complesso dovrebbe avere almeno la decenza politica di dispensarsi dall’indicare oggi le soluzioni che non ha saputo adottare ieri”, ha concluso Ioffredo.

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