Mugnano: Anche ieri, dico anche perché era già capitato nei precedenti consigli comunali, il sindaco Schiattarella ha mostrato una profonda insofferenza per l’informazione libera e per la satira.
In primis ha mostrato fastidio per un articolo, scritto dal sottoscritto, che indicava un problema reale, ovvero che il monumento ai caduti in piazza municipio, a pochi passi dalla stessa aula consiliare, risulta vandalizzato da mesi e non è mai stato ripristinato.
Non pago, commentando una interrogazione del consigliere di opposizione Romagnuolo relativa all’opportunità o meno di rendere pubbliche le registrazioni delle sedute consiliari (che a tutt’oggi vengono “nascoste” ai cittadini non essendo consultabili sul canale YouTube della ditta gi.ra news, ditta pagata con soldi pubblici che si occupa delle riprese in aula), il sindaco ha sbraitato contro i “fake” e contro la satira, colpevoli a suo avviso di superare i limiti della decenza e di non avere rispetto per le istituzioni. Ha chiuso poi in bellezza usando dei toni minacciosi contro chi, a suo dire, manipolerebbe i registrati delle sedute, rivendicando l’attuale regolamento che disciplina, ma sarebbe meglio dire censura, in modo draconiano qualsivoglia pretesa di informare i cittadini su ciò che succede, o è successo in passato, durante i suddetti consigli comunali.
Questo è quanto. Dal canto nostro abbiamo da fare due rilievi da fare al sindaco. Gli ricordiamo che il problema dei fake non riguarda solo la sua persona e la sua maggioranza. Io stesso sono stato fatto oggetto degli attacchi di profili fasulli, pur non ricoprendo alcun ruolo politico. Ma con tutta evidenza, essendo molto più esposti in quanto amministratori, è ovvio che il fenomeno si presenti in maniera molto più massiccia verso il sindaco e la giunta comunale.
Cosa più importante, gli ricordiamo che la satira e la libertà di espressione sono diritti garantiti dalla Costituzione italiana. Quella Costituzione la cui difesa è sempre stata una battaglia storica del partito politico a cui appartiene lo stesso Schiattarella ovvero il Partito Democratico. Perciò gli consigliamo di prendere esempio dal suo predecessore Sarnataro, che, seppure a denti stretti, essendo stato spesso vittima di sfottò ben più aspri, mai si è permesso, in undici anni di governo, di attaccare la libertà di espressione e la satira. Schiattarella è libero di non farsi piacere certa informazione e certa satira o di trovarle indecenti. Tante persone però la pensano in maniera opposta alla sua e la loro opinione dev’essere rispettata.
Si cali nel ruolo istituzionale che i cittadini gli hanno assegnato a maggio scorso, Schiattarella, e dismetta i panni del cittadino privato che “rosica” quando viene criticato o deriso. Il sindaco è colui che rappresenta, che deve rappresentare, tutti e non solo la parte che lo ha eletto e che lo apprezza.

