Mugnano:

MUGNANO, LA GIUNTA SCHIATTARELLA “ZOPPA” SULLE QUOTE ROSA: L’APPROVAZIONE DELLE PARTECIPATE METTE A NUDO L’EMERGENZA POLITICA

Vincere le elezioni non basta per governare senza affanni. La coalizione guidata dal sindaco Pierluigi Schiattarella si trova a fare i conti con un ostacolo inatteso che rischia di complicare i lavori della Giunta: il delicato equilibrio delle quote rosa. L’emergenza politica è certificata all’interno della delibera di Giunta numero 65 del 24 settembre 2026, avente ad oggetto la revisione periodica delle partecipazioni pubbliche societarie detenute dall’Ente.

La delibera approva lo schema istruttorio che sancisce il mantenimento di tutti gli organismi collegati al Comune, dal Consorzio Cimiteriale all’Ente Idrico Campano, dall’Ente d’Ambito Napoli 2 all’Azienda Speciale SOL.A.R.I.S., includendo la quota nella consortile ASMEL. L’esecutivo non ha ritenuto necessario alcun piano di razionalizzazione, data la natura prevalentemente strumentale degli enti esaminati.

L’aspetto politicamente più rilevante dell’atto risiede tuttavia nella peculiare premessa giuridica inserita per scongiurare l’invalidità del provvedimento. Il testo dedica ampio spazio a giustificare l’attuale composizione della Giunta Comunale, divenuta difforme dai vincoli della legge 56/2014, la quale impone una presenza minima del 40 per cento per entrambi i sessi. Tale squilibrio non deriva da un vizio originario, bensì dalle dimissioni rassegnate in corso d’opera dall’assessore Rosa Tralice.

Per approvare la delibera al riparo da vizi di forma, l’Amministrazione si è appellata al parere numero 2726 del 27 gennaio 2026 formulato dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno. L’organo ministeriale chiarisce che il principio di parità tra uomo e donna non può in alcun modo determinare un’interruzione dell’esercizio delle funzioni politico-amministrative. Le deliberazioni adottate dalla Giunta nella sua composizione ridotta restano pertanto valide e beneficiano del principio della continuità degli organi amministrativi, a condizione che non vengano formalmente impugnate.

Tuttavia, il medesimo testo ministeriale fissa criteri interpretativi estremamente rigorosi. La deroga temporanea all’articolo 1, comma 137, della legge 56/2014 è concessa esclusivamente qualora sussista e venga adeguatamente provata un’effettiva impossibilità di ripristinare le quote di genere. Sulla base della giurisprudenza amministrativa richiamata nel parere, è preciso compito del sindaco dimostrare attraverso un’approfondita istruttoria di non essere riuscito a reperire figure femminili disponibili a ricoprire l’incarico. Un onere che si fa ancora più stringente: i tribunali amministrativi hanno infatti stabilito che la natura fiduciaria della carica non autorizza il primo cittadino a limitare la ricerca alle sole persone appartenenti alla propria lista o coalizione. Al contrario, per dimostrare l’oggettiva impossibilità, potrebbe rivelarsi necessario adottare metodi trasparenti come l’indizione di un apposito avviso pubblico.

L’inciampo formale si trasforma così in una spigolosa questione politica per l’amministrazione Schiattarella. Se da un lato il provvedimento di revisione delle partecipate prosegue regolarmente il suo iter verso l’approvazione del Consiglio Comunale, dall’altro la necessità di reintegrare le quote rosa non rappresenta una mera formalità ma un preciso obbligo di legge. La ricerca della nuova assessora, che non potrà essere confinata unicamente all’interno del perimetro della maggioranza, rappresenta oggi un reale banco di prova per il sindaco e per la tenuta della sua compagine di governo.

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