Marano: Tanto tuonò che piovve: nuove mani sulla città È arrivata al Comune di Marano una lettera del Collegio dei Geometri che chiede di sbloccare le pratiche edilizie, sostenendo che le clausole di salvaguardia siano ormai scadute.
Nella lettera si invita il sindaco di Marano a intervenire presso gli uffici. Ma a Marano, oggi, il sindaco non c’è: c’è una Commissione Straordinaria, nominata dalla Prefettura. Un dettaglio non secondario, che sarebbe stato opportuno verificare prima di rivolgere quella richiesta e prima di riportare la notizia scrivendo che “hanno invitato il sindaco ad intervenire sugli uffici”.

Noi lo diciamo da tempo: un PUC , che blocca le nuove espansioni, avrebbe inevitabilmente creato resistenze.
Con l’adozione del PUC sono scattate le clausole di salvaguardia, con effetti sulle lottizzazioni e sulle previsioni edificatorie relative a terreni e indirizzi riconducibili anche a soggetti noti del territorio.

Oggi quel confronto arriva formalmente sul tavolo del Comune.
E c’è un punto politico che non possiamo ignorare: la richiesta di sbloccare tutto adesso non è una richiesta neutra.
Sia chiaro: nessuna ostilità nei confronti dei tecnici e dei liberi professionisti. Il loro diritto a lavorare è fuori discussione. È comprensibile anche la preoccupazione di chi teme che il blocco delle nuove costruzioni possa incidere sulla propria attività.

Ma per noi la strada per Marano è un’altra: recuperare, riqualificare e rigenerare il patrimonio edilizio esistente. Non continuare a consumare nuovo territorio.
Inoltre prima di sbloccare qualsiasi pratica occorre una certezza: le clausole di salvaguardia sono davvero scadute?

L’ufficio comunale ha comunicato che la loro durata sarebbe di tre anni. La legge regionale 16/2004, invece, richiama un termine di dodici mesi e la giurisprudenza sul punto non appare univoca.
Per questo chiediamo alla Regione Campania un chiarimento formale. Prima di prendere decisioni che potrebbero produrre effetti urbanistici rilevanti, bisogna sapere con certezza quale sia il quadro giuridico applicabile.
Poi c’è il PUC.

Ci sono le lottizzazioni bloccate, il Parco Territoriale Foragnano, il Parco Agricolo Diffuso dei Vigneti e un modello urbanistico che punta a fermare il consumo di suolo.
Il 9 dicembre 2025, con la delibera n. 29, la Commissione Straordinaria ha adottato le osservazioni, respingendone una parte e accogliendone un’altra.

E va detto con chiarezza: il procedimento del PUC è andato avanti, anche con la pubblicazione della VAS sul BURC della Regione Campania. Ma è altrettanto legittimo chiedersi perché, per arrivare a questo punto, si sia impiegato così tanto tempo.
Perché su uno strumento urbanistico così importante per il futuro della città, i tempi amministrativi non sono un dettaglio.

Il PUC può essere migliorato,può essere corretto, può essere perfezionato ma una cosa, per quanto ci riguarda, non è accettabile: fermarlo o azzerarlo per ricominciare tutto da capo.
Io, in Consiglio comunale, ho sempre votato per il ripristino della legalità.
Continuerò a farlo anche fuori dal Consiglio.
Perché Marano ha bisogno di regole certe, trasparenza e rigenerazione urbana.

Un appello a chi crede che il futuro della città non debba passare dall’abusivismo e dalla cementificazione selvaggia, ma dalla tutela del territorio e dal recupero dell’esistente, faccia sentire la propria voce.

Nota stampa Stefania Fanelli Segretaria Circolo Sinistra Italiana Marano

You cannot copy content of this page