Mugnano: La complessa vertenza legata alla gestione dell’igiene urbana a Mugnano si arricchisce di un nuovo, emblematico capitolo. Mentre in città non si placa il dibattito sulle recenti inefficienze e sulle reiterate mancate raccolte da parte della ditta appaltatrice, l’attenzione pubblica è stata catalizzata da un video amatoriale diffuso nelle scorse ore su Facebook. Le immagini, pubblicate sul principale gruppo cittadino, documentano uno stato di grave degrado in via Quattro Martiri, una delle arterie principali del comune, mostrando un cittadino intento a scaricare indisturbato sacchetti di spazzatura dal bagagliaio della propria utilitaria bianca, per poi abbandonarli su una montagna di rifiuti preesistente.
Il filmato ha inevitabilmente esasperato gli animi, dividendo l’opinione pubblica tra chi accusa le carenze strutturali del servizio e chi punta il dito contro l’inciviltà dei singoli. Al commento di un utente che faceva notare come le polemiche vengano sistematicamente rivolte all’Amministrazione e mai a chi sporca materialmente le strade, ha risposto in prima persona il sindaco Pierluigi Schiattarella. Intervenendo direttamente nella discussione digitale, il primo cittadino ha garantito tolleranza zero, annunciando che già all’indomani si procederà senza esitazioni al riconoscimento dell’autore dello sversamento abusivo. Un’operazione di identificazione che appare peraltro agevolata dalla chiara leggibilità della targa del veicolo immortalato nelle riprese.
Se da un lato l’annunciata sanzione nei confronti del trasgressore rappresenta un atto dovuto e necessario, dall’altro l’episodio ripropone prepotentemente il tema del controllo del territorio. Come evidenziato da altri cittadini intervenuti nella medesima discussione, l’indiscutibile maleducazione del singolo individuo si innesta su una criticità amministrativa di fondo. La presenza di una discarica a cielo aperto di tali dimensioni lungo una strada principale testimonia non solo il reiterato abbandono illecito da parte di molti, ma evidenzia anche la prolungata latitanza del servizio di ritiro dei rifiuti e l’inefficacia delle misure di prevenzione e vigilanza che dovrebbero fisiologicamente scoraggiare il formarsi di simili accumuli.
