Marano: Il cambiamento non si proclama. Si dimostra con le scelte, con le regole e con il coraggio di rompere con le vecchie pratiche.
Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, Marano è davanti a un passaggio decisivo. Non possiamo permetterci di riproporre gli stessi metodi che hanno contribuito a logorare il rapporto tra politica e cittadini. Non possiamo continuare a confondere la costruzione di un’alternativa con la ricerca di accordi a ogni costo.
Lo dico con chiarezza: non servono coalizioni assemblate per vincere. Servono alleanze politicamente riconoscibili, costruite per governare. Mettere insieme forze diverse non è, di per sé, un progetto politico. Un accordo elettorale non diventa credibile soltanto perché riesce a sommare sigle, gruppi e candidature.
La domanda da porre oggi non è chi riesce a mettere insieme più persone contro qualcun altro, ma quale idea di città le unisce, quali valori condividono , Quale visione di città e quale governo intendono offrire a Marano.
È qui che si misura la differenza tra una politica che vuole cambiare davvero e una politica che continua a riprodurre sé stessa.
La mia posizione è chiara: la discontinuità deve riguardare innanzitutto il metodo con cui si costruisce un progetto politico e si esercita la responsabilità di governo. Non basta riempirsi la bocca di cambiamento se poi si ricorre alle stesse trattative riservate, agli stessi veti incrociati, alle stesse spartizioni e agli stessi accordi dettati dalla convenienza.
Non si può chiedere fiducia ai cittadini senza dichiarare prima quali regole si intendono rispettare, né parlare di rinnovamento considerando la politica una trattativa permanente tra gruppi dirigenti. Una coalizione senza una visione comune non può pensare di risolvere tutte le proprie contraddizioni dopo il voto.
La credibilità di una coalizione si costruisce prima delle elezioni, non si improvvisa il giorno dopo.
Per questo rivolgo alle forze del centro-sinistra e del campo largo un invito preciso: definiamo insieme un perimetro politico chiaro, fondato su valori condivisi, obiettivi concreti e regole trasparenti. Non un contenitore nel quale ciascuno conserva la propria ambiguità, ma un progetto nel quale ciascuno si assume le proprie responsabilità.
Legalità, trasparenza, giustizia sociale, diritti, tutela dell’ambiente e dei beni comuni, opere pubbliche devono essere impegni concreti, non formule di circostanza. Le candidature e gli incarichi devono rispondere a criteri chiari. Il programma deve indicare priorità, tempi e risultati verificabili. Le decisioni devono poter essere spiegate pubblicamente, senza retroscena e senza patti sottratti alla conoscenza dei cittadini.
Questo è il cambiamento che serve a Marano: non il semplice ricambio delle persone, ma il superamento di una cultura politica che troppo spesso ha anteposto gli equilibri interni alle esigenze della città.
C’è una scelta che considero decisiva: presenteremo la squadra di governo prima del voto. I cittadini devono sapere non soltanto quale programma proponiamo, ma anche quali donne e quali uomini saranno chiamati a realizzarlo. La Giunta non può essere il risultato di uno scambio elettorale, il prezzo da pagare per un’alleanza o la distribuzione di incarichi per soddisfare gli equilibri tra partiti e gruppi. Deve essere una squadra composta da persone di comprovata competenza, esperienza e capacità, individuate per il contributo che possono offrire alla città e per la loro attitudine a trasformare gli impegni programmatici in risultati concreti.
Prima il progetto, poi le competenze necessarie a realizzarlo; mai gli incarichi come contropartita del consenso. Chi si candida a governare deve avere il coraggio di rendere riconoscibili in anticipo le proprie scelte, assumendosene pubblicamente la responsabilità. È così che si restituisce dignità alla funzione di governo e si permette ai cittadini di valutare non soltanto le promesse, ma anche le persone alle quali si intende affidare la loro attuazione.
Questa è la vera rivoluzione: passare dalla spartizione preventiva degli incarichi alla selezione delle competenze, dagli accordi sulle poltrone alla responsabilità sui risultati, dalle promesse elettorali alla credibilità di una squadra pronta a governare.
C’è un principio altrettanto fondamentale: garantire la continuità amministrativa delle opere, dei servizi e degli interventi utili, senza perpetuare le pratiche politiche che non hanno funzionato.
Per questo propongo un tavolo condiviso , con tempi certi, ed un percorso trasparente. Un confronto tra partiti, liste civiche, associazioni, comitati e cittadini, nel quale discutere di programma, principi e metodo di governo.
Un altro aspetto da sottolineare: gli incontri a titolo personale sono legittimi, ma la responsabilità politica spetta alle organizzazioni politiche organizzate, che hanno il dovere di chiarire pubblicamente le proprie posizioni. Non basta che singoli esponenti si incontrino: i partiti devono assumersi la responsabilità delle scelte, dichiarando quale progetto intendono sostenere e con quale idea di governo per Marano. Credo che sia arrivato il momento che ciascuno chiarisca da che parte sta, quale progetto condivide e quali regole è disposto a rispettare. Le differenze si discutono; i principi si dichiarano; le responsabilità si assumono.
Marano non ha bisogno di una politica che si organizza per impedire a qualcuno di affermare una proposta. Ha bisogno di una visione, di una classe dirigente responsabile e di un governo all’altezza delle sfide che attendono la città.
Io credo in una politica che non si misura sulla capacità di stringere accordi, ma sulla capacità di mantenere impegni. Che non costruisce maggioranze contro qualcuno, ma intorno a un progetto. Che non chiede fiducia sulla base delle promesse, ma la conquista attraverso la coerenza dei comportamenti.
È da questa impostazione che intendo promuovere il confronto per il futuro di Marano, senza ambiguità e senza rinunciare ai principi per inseguire equilibri momentanei.
Il punto non è soltanto vincere le prossime elezioni, ma sapere perché ci si candida, che cosa si vuole realizzare e con quale idea di politica si intende governare.
Marano merita una svolta vera e la svolta deve cominciare da come scegliamo di costruirla.
Nota stampa Stefania Fanelli, Segretaria Sinistra Italiana Marano

