Mugnano: Il benessere animale e la complessa gestione del randagismo felino sul territorio di Mugnano di Napoli si scontrano, ancora una volta, con i ritardi e le opacità della burocrazia sanitaria. A sollevare il velo su una situazione ormai definita di piena “emergenza” è Maria Buonocchi, cittadina residente a Mugnano, volontaria attiva nella cura dei gatti randagi e titolare di una colonia felina regolarmente registrata da tre anni.
Attraverso una dettagliata e accorata testimonianza giunta alla nostra redazione, la signora Buonocchi denuncia un disservizio cronico da parte dell’Azienda Sanitaria Locale competente.
«L’Asl di Marano non fornisce la possibilità di sterilizzare e ogni volta dice di richiamare il mese prossimo per prendere appuntamento e poi di nuovo la stessa risposta», racconta la volontaria, descrivendo un circolo vizioso che di fatto paralizza il controllo delle nascite e la tutela sanitaria sul territorio.
Oltre ai continui rinvii, sotto accusa finisce il metodo stesso di gestione delle liste d’attesa: «Quando ti rispondono al telefono, caso rarissimo, ti dicono che non ci sono posti e di richiamare il mese successivo, per poi dare sempre la stessa risposta», prosegue la signora Buonocchi, sottolineando un grave deficit di tracciabilità. «Anche la modalità di prenotazione è sbagliata, perché prendono gli appuntamenti telefonicamente, invece di utilizzare la mail in modo che sia tutto tracciabile».
Di fronte a questo reiterato muro istituzionale, l’onere economico e logistico finisce per gravare iniquamente sulle spalle dei cittadini più sensibili. «Finora ho sterilizzato quasi sempre privatamente, ma veramente non è più sostenibile e non è giusto accollarmi di spese a cui è tenuto il Comune e l’Asl di competenza», dichiara la referente della colonia, dicendosi stanca di tollerare questo continuo rimpallo di responsabilità.
L’appello non si limita tuttavia alla mera protesta, ma avanza richieste di trasparenza e soluzioni pragmatiche rivolte direttamente alle istituzioni locali: «Chiedo che ci sia più trasparenza per la prenotazione delle sterilizzazioni e, se l’Asl non riesce a farsi carico della mole di lavoro, il Comune deve dare la possibilità ai volontari di sterilizzare presso ambulatori veterinari privati e di rimborsare i costi dietro presentazione di fattura».
Una proposta chiara per porre un argine a quello che la volontaria non esita a definire «un caso di malasanità e mala gestione che si ripercuote sul benessere degli animali». La questione passa ora all’Amministrazione comunale di Mugnano e ai vertici dell’Asl, chiamati a fornire risposte tempestive per non abbandonare i cittadini che, a proprie spese, tentano di sopperire alle carenze del sistema pubblico.

