Mugnano: Spettabile Redazione de L’Altra Notizia, vi scrivo per porre all’attenzione dei vostri spettatori e dell’opinione pubblica una questione fondamentale per il futuro del nostro territorio: la vertiginosa intensità urbanistica che sta trasformando Mugnano di Napoli, facendone il comune con il più alto tasso di edificazione e densità dell’area nord di Napoli. Una domanda sorge spontanea e va affrontata senza ipocrisie: ci troviamo di fronte a un’occasione di sviluppo o all’ennesimo episodio di speculazione edilizia? Cerchiamo di essere franchi.
Se Mugnano è diventata così ambita e gettonata dagli operatori immobiliari e dagli acquirenti, non è certo perché rappresenti un’oasi felice o un modello per la quantità e qualità dei servizi offerti. La vera forza — o condanna, a seconda dei punti di vista — di Mugnano risiede nella sua posizione geografica strategica. Mugnano è un naturale ponte con la periferia nord di Napoli. Si trova a ridosso della Zona Ospedaliera; Dista, traffico permettendo, meno di 20 minuti da Piazza Dante e dal centro storico; È direttamente confinante con Scampia e con il suo polo universitario; È servita dalla metropolitana (linea Napoli-Giugliano-Aversa) che la collega sia verso la Zona Ospedaliera sia verso l’aeroporto di Capodichino.
Questa fortunata accessibilità ha scatenato un vero e proprio fermento edilizio. A ciò si aggiunge l’impatto delle normative nazionali e regionali sul rigeneramento urbano, che consentono interventi di demolizione e ricostruzione con premialità volumetriche fino al 35% in più. In questo scenario, il fattore tempo diventa cruciale: con la scadenza per l’adozione del PUC (Piano Urbanistico Comunale) fissata al 31 dicembre 2026, la politica locale si trova davanti a un bivio storico. Le scelte che verranno compiute nei prossimi mesi determineranno il volto di Mugnano per i decenni a venire.
Guardando a come è stata gestita la pianificazione urbanistica nel recente passato, sorgono interrogativi inquietanti che meritano una riflessione pubblica: Pianificazione d’insieme o interventi a macchia di leopardo? Gli interventi pubblici e privati realizzati finora sono stati guidati da una visione globale del territorio o si è trattato di concessioni frammentate che rischiano di generare “cattedrali nel deserto”, saturate dal cemento e prive di adeguate infrastrutture di supporto?
Siamo ancora in tempo per salvare il salvabile? È davvero possibile invertire la rotta, arrestare il consumo indiscriminato di suolo e restituire vivibilità, verde pubblico e standard urbanistici degni di questo nome ai cittadini? Qual è il ruolo della politica? La politica locale saprà raddrizzare la situazione imponendo vincoli chiari e priorità pubbliche alla speculazione dei privati, o si limiterà a subire passivamente le dinamiche di mercato?
La vivibilità di Mugnano non si misura con il numero di metri cubi edificati, ma con la qualità della vita di chi ci abita: trasporti interni, vivibilità degli spazi, parcheggi, verde urbano e servizi sociali. Auspico che il dibattito politico nel paese e quello pubblico anche attraverso i vostri canali possano dare voce a questi temi, stimolando un confronto aperto tra cittadini, amministratori e tecnici. Il momento di decidere che direzione far prendere a Mugnano è adesso: domani potrebbe essere troppo tardi.
Firmato Architetto Gaetano Del Core ex assessore ai Lavori pubblici

