Asia. L’edizione 2024 della Coppa d’Asia, quando mancano le ultime due partite per definire il quadro completo dei quarti di finale, continua a rivelarsi una competizione più interessante di quel che, sbagliando, si potrebbe pensare vista la sua grande imprevedibilità nonostante qualche solida certezza.
L’Australia, in questo senso, come dimostrato nelle partite del girone, sembra la formazione maggiormente in forma tra tutte le partecipanti. Il suo ottavo di finale si rivela una pura formalità: l’Indonesia viene regolata con un sonoro 4 a 0 in una partita che non è stata mai in discussione nonostante due dei quattro gol siano arrivati solamente nei minuti finali del secondo tempo. Massimo risultato con il minimo sforzo per i socceroos che ai quarti se la vedranno con la Corea del Sud dell’ex napoletano Kim Min-Jae che ha piegato l’Arabia Saudita di Roberto Mancini. Risultato che probabilmente non rispecchia quanto visto in campo con i sauditi passati in vantaggio al primo minuto della ripresa e che hanno, tutto sommato, gestito al meglio una partita che sembrava oramai finita e che è stata improvvisamente riaperta dal gol in pieno recupero di Cho Gue-Sung che ha prolungato la partita ai tempi supplementari. Ma neanche i 30 minuti extra sono bastati ad una delle due squadre per avere la meglio e così ancora una volta sono stati i calci di rigore a decretare la vittoria. Sudcoreani decisamente più lucidi dagli undici metri rispetto ai colleghi sauditi che hanno sbagliato due dei quattro rigori, regalando così il passaggio del turno ai guerrieri taeguk
A questo punto ai quarti è lecito aspettarsi una partita dall’esito tutt’altro che scontato, sebbbe l’Australia per quanto emerso fino ad ora sembra decisamente favorita…
Sorpresa di questi ottavi di finale è, invece, il Tagikistan che domenica ha avuto la meglio, ai rigori, sugli Emirati Arabi Uniti, approdando per la prima volta – alla sua prima partecipazione – ai quarti di finale.
Novanta minuti regolamentari che, infatti, si erano chiusi sul punteggio di parità – 1 a 1 – grazie al gol siglato da Al Hammadi al 95esimo che aveva risposto al vantaggio tagiko siglato alla mezz’ora del primo tempo dal difensore Khanonov. Dal dischetto fatale l’errore di Caio Canedo che ha fissato il risultato finale sul 6 a 5 per il Tagikistan.
Nazionale dell’ex Unione Sovietica che nel prossimo turno se la vedrà con la Giordania che nell’altra sfida ha battuto per 3 a 2 – non senza polemiche – l’Iraq che fino al 90esimo era in vantaggio per 2 a 1 sebbene con un uomo in meno. Ed è proprio l’espulsione per doppia ammonizione di Aymen Hussein, capocannoniere della competizione, ad aver scatenato l’ira degli iracheni. Il secondo giallo, infatti, è arrivato a seguito del 2 a 1 segnato proprio dall’attaccante che ha festeggiato simulando di mangiare l’erba, gesto mal giudicato dall’arbitro che ha dunque deciso per il secondo cartellino giallo e la conseguente espulsione. Da lì in avanti è stato un vero e proprio assedio giordano che ha visto i suoi frutti al 95esimo e al 97esimo quando prima il difensore Al Arab e poi il centrocampista Al Rashdan hanno gonfiato la rete, regalando la qualificazione alla propria squadra.
