Germania: La semifinale degli europei di calcio giocata ieri all’Allianz Arena di Monaco tra la Spagna di Morata e la Francia di Mbappé era considerata da tutti una sorta di finale anticipata tra due delle nazionali più forti e quotate di tutto il roster. Sicuramente le favorite alla vittoria finale quando mancano solo due partite al termine della competizione continentale.

E l’hype attorno a questa sfida, di certo non è mancato.
Ci aveva pensato lo juventino Adrien Rabiot a surriscaldare gli animi in conferenza stampa affermando che Lamine Yamal dovrà fare molto meglio di quanto fatto fino ad ora se vuole arrivare in finale.
Uno spirito che anche il giornale sportivo più importante di Francia, l’Equipe, aveva riproposto in prima pagina con il titolo “No Pasaran” (motto dei partigiani spagnoli durante la dittatura franchista) in riferimento alla partita ma – ovviamente – anche alle elezioni legislative che si sono svolte domenica in Francia e che hanno rappresentato un freno alle ambizioni dell’estrema destra di Le Pen fermata dal successo del Nuovo Fronte Popolare.

Una partita che, ad ogni modo, possiamo dire – senza paura di essere smentiti – essere stata ad oggi la più bella di tutta l’edizione di questi europei complice anche l’immediato vantaggio della Francia, grazie alla rete di Kolo Muani su assist di Mbappé, che ha evitato che la partita potesse finire su binari troppo conservativi ed attendisti.

MVP di giornata, senza ombra di dubbio, l’esterno del Barcellona, Lamine Yamal che al 21esimo minuto del primo tempo ha riportato la gara in parità con uno straordinario tiro finito direttamente all’incrocio dei pali. Un gol che proietta il classe 2007 nella storia del calcio mondiale, diventando il più giovane marcatore della storia tra Europei e Mondiali a 16 anni e 362 giorni. Prima di lui il record apparteneva al leggendario Pelé (17 anni e 239 giorni).

Il sedicenne che, assieme a Nico Williams, era già l’uomo copertina della Spagna per l’allegria che trasmette nel giocare, per la spensieratezza, per la classe ma anche per la sua storia personale.

Nato e cresciuto a Rocafonda, a 35km da Barcellona, uno dei sobborghi più poveri di tutta la Catalogna, da padre marocchino e madre della Guinea Equatoriale, è legatissimo al suo quartiere al punto che la sua esultanza, oramai divenuta iconica, riproduce proprio il codice postale di Rocafonda, il 304. Appartenenza ed orgoglio per il luogo che lo ha accolto e lo ha cresciuto che la destra populista e xenofoba di Vox definisce un letamaio multiculturale. Insulti ed accuse che Vox ha indirizzato anche direttamente a Yamal e a Nico Williams rei di avere il colore della pelle sbagliato, colpevoli di non discendere da genitori spagnoli.

Ma quella che per i razzisti è un’offesa è in realtà motivo di vanto che, in quanto tale, va rivendicato come a dire: questa è casa mia, questa è casa nostra! Un messaggio arrivato forte e chiaro ai tanti bambini e bambine di Rocafonda che oramai hanno in Yamal il loro idolo di cui imitano giocate ed esultanza. Anche perché se la nazionale di calcio spagnola, da sempre fiore all’occhiello della casata reale, è in finale a giocarsi la vittoria dell’Europeo lo deve in larga parte proprio al sedicenne di Rocafonda e al ventunenne di Pamplona…

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