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CALCIO. Sequestrati 7 milioni di euro al procuratore Antonio Caliendo: dichiarava 5 mila euro l’anno

Modena: Dichiarava 5 mila euro annui e ne percepiva 13 milioni. Questa è una delle accuse rivolte dalla Procura Antonio Caliendo, ex presidente del Modena Calcio e per anni tra i più importanti procuratori sportivi (tra i suoi assistiti Aldair, Roberto Baggio, Carlos Dunga, Ramon Diaz, Daniel Passerella, Salvatore Schillaci, David Trezeguet).

Nuovi guai dunque per l’ex patron della squadra cittadina, che con lui fallì nel 2017. Oltre alla mancata dichiarazione dei redditi, compresa l’omessa dichiarazione dell’Iva, con un’evasione stimata a 1,8 milioni di euro, le accuse mosse dalla Guardia di Finanza di Modena sono ben più gravi. “Pur residente nel Principato di Monaco, svolgeva la sua attività professionale con prestazioni soggette a tassazione in Italia, a favore di società sportive nazionali”, si legge nella nota diffusa oggi dalla Procura di Modena. Un trasferimento di residenza all’estero che sarebbe fittizio, dunque, visto che l’indagato aveva mantenuto in Italia il proprio centro di interessi economici, familiari e sentimentali.

Sequestrati beni per 7 milioni

Non solo: dall’inchiesta emerge come Caliendo avesse costituito un’articolata struttura societaria creata allo scopo di compiere reati fiscali, finalizzata alla schermatura dei proventi percepiti, con sedi nel Principato di Monaco e in Lussemburgo. Dall’inchiesta emergono anche gravi indizi del reato di autoriciclaggio per una somma di circa 5 milioni di euro: fondi che sarebbero stati utilizzati per l’acquisto e il finanziamento del Modena Calcio. Per questo i miliari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo nel Principato di Monaco di beni immobili di lusso di sua proprietà, per un valore di circa 7 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Modena al termine di un’inchiesta articolata, fatta di attività di perquisizione e sequestro, di indagini finanziarie e di rogatorie internazionali. Accuse di fronte alle quali l’ex presidente gialloblu ha scelto la strada del silenzio: «Parleranno i miei avvocati, non ho nulla da commentare», ha detto contattato telefonicamente.

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