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CAMPANIA. Scatta il controesodo: i suggerimenti per evitare disagi e l’appello del consigliere delegato alle strade della Città Metropolitana Cacciapuoti

Campania: scatta il bollino rosso per il controesodo: dal venerdì pomeriggio a tutta la mattinata di lunedì, con pause solo di notte.

Nelle previsioni ufficiali di traffico, questo tra il 23 e il 26 agosto sarà il weekend peggiore del controesodo estivo 2019.

Niente bollini neri, ma meteo incerto e sciopero dei casellanti. E per molti, un pensiero in più: la riattivazione del Tutor. Ma i pericoli veri verranno da altri fronti. Ecco una guida per arrivare a casa senza danni.

Gli orari da tenere a mente

Nonostante le poco favorevoli previsioni di traffico dal pomeriggio di venerdì all’ora di pranzo di lunedì, i divieti di circolazione per i mezzi pesanti sono previsti solo per parte della giornata di sabato (dalle 8 alle 16) e per quasi tutta domenica (dalle 7 alle 22). Sono le conseguenze di una politica che, in coincidenza con la crisi economica, ha scelto di penalizzare di meno l’autotrasporto.

Aree di servizio

Il controesodo impone prudenza anche all’ingresso delle aree di servizio. Infatti, non è raro che i piazzali di parcheggio – inadeguati per i momenti di picco – siano saturi e chi sopraggiunge trovi la coda causata da che è già arrivato e si ferma a guardare se c’è un posto libero. La presenza di mezzi pesanti (che già durante l’anno trovano difficilmente lo spazio per il riposo notturno) e alcune rampe di ingresso con curve strette e guard-rail alti peggiorano ulteriormente le cose, togliendo visibilità.

Tenere la destra (se ci si riesce)

Per limitare code e rallentamenti, si sprecano le raccomandazioni a occupare sempre la corsia libera più a destra. Ma, anche quando il traffico concede una breve tregua e la corsia di destra è effettivamente libera, si presenta un altro problema: chi è ligio alle regole si ritrova su un asfalto sconnesso, quando non addirittura con buche.

Capita perché questa è la corsia più battuta dai mezzi pesanti e quindi l’asfalto che la ricopre è quello più sottoposto a stress. In questo periodo non ci sono piogge frequenti e gelo che complicano tutto e molti tratti sono stati riasfaltati dopo l’ultimo inverno.

Ma le sconnessioni si sentono. Specie perché la moda e il marketing dei costruttori d’auto hanno fatto sì che gomme e assetti sportivi facessero la loro comparsa anche su vetture da famiglia.

Maltempo e asfalto

L’asfalto gioca un ruolo importante soprattutto in caso di maltempo. In Italia l’asfalto drenante è molto diffuso: Aspi, il principale gestore autostradale, dal 2003 al 2008 lo ha esteso il più possibile e vi ha aggiunto un trattamento che aumenta il grip, sfruttando il fatto che proprio fino al 2008 la qualità dell’asfalto dava diritto a ottenere maggiori rincari dei pedaggi (dal 2009 gli indici di qualità sono stati eliminati dalla formula di calcolo applicata ad Aspi).

Ma attenzione: quando piove, l’asfalto drenante non dà comunque la stessa sicurezza di quando è asciutto. Non solo perché l’aderenza cala (sia pure in modo meno drammatico del normale), ma anche perché difetti di costruzione e manutenzione del manto stradale o di altre parti rendono possibile lo stesso la formazione di pozze che causano aquaplaning.

Inoltre, ci sono tratti dove l’uso dell’asfalto drenante è impossibile o sconsigliabile.

Un appello è stato lanciato anche dal consigliere metropolitano di Napoli, con delega alle strade, Raffaele Cacciapuoti: “Una sola raccomandazione – ha dichiarato – prudenza alla guida, non distrarsi con cellulare e allacciate le cinture, legatevi alla vita”, conclude.

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