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COVID-19. Coprifuoco alle 22 e limitazione agli spostamenti: ecco cosa dice l’ultima bozza del Dpcm

Roma: Nell’ultima bozza del nuovo Dpcm, che dovrebbe essere firmata stasera con ulteriori restrizioni per provare a contenere la curva dei contagi da Coronavirus, in pericolosa crescita, viene fissato – oltre all’utilizzo obbligatorio delle mascherine all’aperto – il coprifuoco dalle 22 alle 5, con uno slittamento, dunque, rispetto al testo circolato poche ore prima che parlava ancora di 21 come orario massimo per la serrata. Gli spostamenti dovranno essere motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È fortemente raccomandato, per tutta la giornata, “non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute o di necessità”. Le misure saranno in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre 2020.

Sospese le procedure concorsuali pubbliche e private e quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni. Smart working ai massimi livelli per il pubblico e fortemente raccomandato per il privato. Chiuse, nelle giornate festive e prefestive, le grandi e medie strutture di vendita nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali. Il trasporto dovrà rispettare in tutta Italia una capienza massima del 50% mentre le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado dovranno garantire, secondo la bozza, il 100% delle attività didattiche tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Nelle zone rosse anche per i ragazzi della seconda e terza media sarà in vigore la didattica a distanza. Stop alle crociere.

Misure più rigide per i territori a rischio dove verrà di fatto bloccata la mobilità “salvo che per motivi di lavoro, necessità o salute”. Vietato “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione», salvo che per ragioni di lavoro, studio o salute. Sospese «le attività commerciali al dettaglio” fatta eccezione per l’attività di vendita di generi elementari. Dunque, niente parrucchieri, barbieri ed estetiste. Nelle zone arancioni, invece, sospese le attività di ristorazione come bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Restano aperti i negozi.

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