Una vicenda giudiziaria infinita, un dolore che dura da oltre vent’anni e una richiesta di giustizia che ora chiede intervento direttamente alle porte del Quirinale e del Ministero della Giustizia.
Gli avvocati dello Studio Associati Maior: Pierlorenzo Catalano, Michele francesco Sorrentino, Filippo Castaldo, Dott Marcello Lorello Medico Legale per la Famiglia Bifulco hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Guardasigilli, Carlo Nordio, per chiedere un attenzione Istituzionale sul decesso di Giovanna Bifulco, scomparsa il 3 febbraio 2004 a soli 40 anni.
Gli avvocati dello Studio Associati Maior: Pierlorenzo Catalano, Michele francesco Sorrentino, Filippo Castaldo, Dott Marcello Lorello Medico Legale per la Famiglia Bifulco hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Guardasigilli, Carlo Nordio, per chiedere un attenzione Istituzionale sul decesso di Giovanna Bifulco, scomparsa il 3 febbraio 2004 a soli 40 anni.
La vicenda: una diagnosi “a distanza”
Tutto ebbe inizio il 31 gennaio 2004. Quelli che sembravano sintomi influenzali si trasformarono in pochi giorni in un calvario. Secondo la ricostruzione legale, nonostante i ripetuti contatti con più medici e con la Guardia Medica di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, la paziente sarebbe stata visitata soltanto una volta il primo giorno di malessere, mai stata sottoposta a una visita medica diretta successiva. Solo prescrizioni di farmaci telefoniche poi riscritti anche a distanza” farmaci importanti intramuscolare forti dosaggi antibiotici e cortisonici; senza visita domiciliare e senza diagnosi eseguita ingnari delle condizioni di malessere lasciandola alle complicazioni e al peggioramento per tre giorni alla sofferenza” dopo, le condizioni della donna precipitarono: Giovanna Bifulco morì presso la clinica Santa Lucia per una grave infezione generalizzata.
Il paradosso del nesso causale
Il cuore della battaglia legale risiede in una presunta contraddizione emersa nei procedimenti passati. Se da un lato le consulenze tecniche hanno riconosciuto profili di negligenza e imprudenza nell’operato dei sanitari – confermando che una visita tempestiva avrebbe aumentato le chance di sopravvivenza – dall’altro il nesso causale tra l’omissione e il decesso è stato escluso, attribuendo la morte alla “virulenza” fulminante dell’infezione.
«Una conclusione contraddittoria», sostiene la famiglia. Per questo, il 5 febbraio 2025, è stata depositata una nuova denuncia-querela presso la Procura di Nola per chiedere la riapertura delle indagini, mossa che ad oggi non ha ancora ricevuto riscontro.
L’appello alle istituzioni
«Serve attenzione istituzionale su una vicenda che dura da oltre vent’anni», dichiarano i legali Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, supportati dal medico legale Dott. Marcello Lorello. «Il nostro intervento mira esclusivamente a garantire al cittadino il diritto di ottenere risposte. Una giustizia che arriva con decenni di ritardo è, nei fatti, una giustizia negata».
La lettera inviata al Presidente Mattarella e al Ministro Nordio rappresenta per la famiglia Bifulco Accardi di vedere riesaminati quegli “elementi meritevoli di approfondimento” per riscrivere la verità sulla morte di Giovanna.

