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EMERGENZA COVID. Il M5S chiede a Conte di chiudere mezza Campania

Attendere serve a poco”. Il Movimento 5 Stelle chiede al premier Giuseppe Conte di intervenire già nelle prossime ore. In Campania soprattutto e prima di tutto, creando zone rosse all’interno della Regione, per circoscrivere le aree più critiche come Napoli e Caserta.

Il rimpallo di responsabilità ha lasciato la Regione guidata da Vincenzo De Luca in zona gialla. I Nas stanno perlustrando gli ospedali, anche i tecnici del ministero della Salute stanno studiando le carte ma ancora una decisione su un eventuale passaggio nella zona arancione se non addirittura rossa non è stata assunta. Quindi esponenti di primo piano del Movimento chiedono al presidente del Consiglio di prendere lui l’iniziativa e forzare affinché si arrivi alla chiusura almeno di queste due città, che sia con un’ordinanza di Roberto Speranza o con un’ordinanza del presidente di Regione.

Il ragionamento dei grillini è comunque più ampio. “Mantenendo ancora zone gialle e arancioni, si rischia di dichiarare il lockdown a Natale”, spiegano ancora fonti interne. Anche sul Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna viene richiesto un approccio più deciso. Queste tre regioni, che ieri sarebbero dovute passare da zona gialla a zona arancione, risponderanno all’appello dell’Istituto superiore di sanità con proprie ordinanze. “E’ opportuno che siano anticipate le misure più restrittive”, diceva ieri il presidente dell’Iss Brusaferro.

Nelle ore successive si è registrato un nulla di fatto. Nel pomeriggio sono attese tre ordinanze emanate dai rispettivi presidenti. “Abbiamo visto fenomeni, soprattutto nei fine settimana, dove in realtà prima delle 18” e quindi prima della chiusura dei locali “c’erano più persone in piedi, vicine e senza mascherina”. Questo è un aspetto che “ci preoccupa. Cercheremo di limitarlo”, dice il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ai microfoni di Radio Capital, annunciando quindi misure che “che possono ridurre gli assembramenti”.

Anche se gli assembramenti sono già vietati da tutti i dpcm fino ad ora firmati e per ogni area di rischio. Così come è prevista la chiusura dei centri commerciali in tutta Italia nei week end. Le ordinanze delle tre regioni andranno a chiarire anche questo aspetto, dal momento che ci sono negozi all’interno dei centri commerciali che provano ad aggirare le norme restando aperti. Sta di fatto però che poco cambierà rispetto a quanto già previsto per le zone gialle. I nuovi provvedimenti appaiono come un modo per evitare la zona arancione e dire che si è agito con un’ulteriore stretta. Stretta che nei fatti però non ci sarà. A meno che non venga emanato un nuovo dpcm o le regioni sotto osservazione non passino davvero in aree più a rischio.

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