Marano: Ne abbiamo viste di tutti i colori. Due visioni diverse di amministrare il Comune
Dal dopoguerra a oggi, Giugliano, per numero di abitanti, è diventata la seconda città della Campania, superando Salerno. Il suo vasto territorio è rimasto sostanzialmente integro e la sua autonomia amministrativa è stata interrotta soltanto da un unico scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.
Marano, al contrario, detiene un primato negativo: ha subito cinque scioglimenti per infiltrazioni camorristiche e ha visto la separazione della frazione di Quarto, divenuta Comune autonomo.
Ieri mi sono giunte due e-mail che richiamavano l’attenzione sulla decisione del Tribunale di Napoli Nord relativa all’incandidabilità dell’ex sindaco Matteo Morra e dell’ex vicesindaco Carandente. Su un blog locale la notizia è stata commentata come una vittoria annunciata. Personalmente ritengo che, al di là delle diverse sensibilità politiche, vicende di questo tipo debbano rappresentare soprattutto un momento di riflessione per la comunità e per le istituzioni.
Trovandomi a Rimini, mi viene in mente un proverbio emiliano-romagnolo: “A vol l’ov, la gallina e a cul cald”, che ironizza su chi vorrebbe ottenere tutto senza affrontarne i costi o le conseguenze.
A mio avviso, il dibattito pubblico rischia talvolta di assumere toni eccessivamente improntati al giustizialismo. Marano si avvia verso nuove elezioni amministrative, salvo eventuali sviluppi derivanti dal giudizio pendente dinanzi al TAR. Sarà la giustizia amministrativa, nell’ambito delle proprie competenze, a pronunciarsi sul ricorso presentato dall’ex sindaco.
Qualunque sarà l’esito, è auspicabile che contribuisca a fare chiarezza, nell’interesse della città e nel pieno rispetto delle decisioni delle autorità giudiziarie competenti. Le vicende amministrative degli ultimi anni hanno già inciso profondamente sulla stabilità istituzionale del Comune e sulla fiducia dei cittadini.
Le relazioni ministeriali che hanno accompagnato gli ultimi scioglimenti del Consiglio comunale hanno evidenziato criticità riferite a un contesto territoriale più ampio del solo Comune di Marano. Si tratta di valutazioni contenute in atti ufficiali, che richiamano la necessità di rafforzare legalità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione.
Il confronto tra le decisioni dei diversi organi giurisdizionali, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, rappresenta un elemento fisiologico dello Stato di diritto e offre l’occasione per riflettere sul delicato equilibrio tra i poteri dello Stato, così come delineato dalla Costituzione.
Come ho già avuto modo di sostenere, Marano non ha bisogno di candidature calate dall’alto. Ha bisogno di una buona politica, lungimirante, di una Giunta competente e di un Consiglio comunale espressione delle migliori energie della società civile e delle forze politiche, capace di dialogare con il Governo, la Regione, la Città Metropolitana e le istituzioni europee.
Alla buona amministrazione ordinaria devono affiancarsi investimenti e opere strategiche. Oggi la città presenta ancora significative carenze nelle reti infrastrutturali e nei servizi essenziali, condizioni che ne hanno accentuato il ruolo di città dormitorio.
In una prospettiva più ampia, l’intera area a nord di Napoli possiede potenzialità ancora largamente inespresse. L’area giuglianese-flegrea potrebbe diventare uno dei motori dello sviluppo della Città Metropolitana. Napoli, per la sua posizione al centro del Mediterraneo, può rappresentare il fulcro di una grande area metropolitana capace di rafforzare il proprio ruolo nel commercio internazionale, nella cultura e nella cooperazione tra i popoli.
Da anni si parla della necessità di aprire una vera “Finestra sul Mediterraneo”. È tempo che questa idea si traduca finalmente in un progetto concreto.
Nota a cura di Franco De Magistris
