Per un anno non abbiamo mai smesso di denunciare le criticità. Le nostre richieste di trasparenza e controllo sono rimaste senza risposte adeguate. Oggi chiediamo conto di quelle scelte.
Per capire come siamo arrivati alla situazione attuale, bisogna ricostruire le decisioni assunte, le segnalazioni rimaste inascoltate e le domande alle quali non sono ancora arrivate risposte. Nel corso di tutto quest’anno non abbiamo mai smesso di denunciare politicamente le criticità dell’appalto dei rifiuti. Lo abbiamo fatto prima e dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, seguendo ogni passaggio della vicenda, chiedendo trasparenza, verifiche e garanzie per i lavoratori.
Non ci siamo limitati alle dichiarazioni pubbliche: abbiamo sollecitato le istituzioni, segnalato le anomalie e presentato richieste di accesso agli atti, anche sulle migliorie contrattuali, senza ottenere le risposte attese.
IL PIANO INDUSTRIALE: C’ERA UNA STRADA DIVERSA
Il 25 febbraio 2025 il Consiglio comunale approvava all’unanimità, con deliberazione n. 17, il nuovo Piano industriale per il servizio di igiene urbana. Un piano aggiornato nei costi e nell’organizzazione, che prevedeva la gestione del polo del riuso, realizzato in un’area confiscata alla criminalità organizzata, il miglioramento del servizio e un percorso verso la tariffazione puntuale: più ricicli, meno paghi.
Era una prospettiva concreta per migliorare la raccolta differenziata, valorizzare gli investimenti pubblici e rendere più equo il costo del servizio. Oggi è legittimo chiedersi quanto di quegli obiettivi potessero essere effettivamente tradotti nel contratto e realizzati dopo l’ aggiudicazione della gara.
LA GARA E IL RIBASSO SUPERIORE AL 9%: I DUBBI C’ERANO GIÀ
Dopo l’aggiudicazione della gara, con un ribasso superiore al 9%, arrivavano le nostre denunce e quelle dei sindacati. Le criticità venivano discusse anche in commissione ambiente , poco prima dello scioglimento e le preoccupazioni sulla sostenibilità dell’offerta erano rappresentate agli uffici competenti dalla stessa amministrazione che ce lo aveva comunicato in commissione.
La vicenda non si fermava con lo scioglimento del Consiglio comunale. Anche successivamente, l’ex assessore Albanese chiedeva alla segretaria comunale di essere ascoltato dalla Commissione straordinaria per esporre le proprie perplessità sul ribasso e sulle criticità già segnalate.
Non si trattava, dunque, di polemiche sollevate a posteriori: le preoccupazioni erano state espresse mentre la procedura era in corso e anche dopo lo scioglimento si continuava a chiedere attenzione e verifiche. Il Responsabile di Settore e la Commissione Straordinaria decisero di andare dritti come un treno Senza ascoltare nessuno.
Oggi chiediamo di sapere quali controlli siano stati effettuati, quali valutazioni siano state compiute e sulla base di quali elementi si sia deciso di procedere con la sottoscrizione del contratto.
MARANO AMBIENTE E LE «SCATOLE CINESI»: VOGLIAMO VEDERCI CHIARO
La ricostruzione pubblicata poi da Calvizzanoweb riportava l’attenzione sulla successione dei passaggi societari: dal raggruppamento originario alle modifiche della compagine esecutrice, fino all’avvio operativo di Marano Ambiente S.c.a.r.l., attraverso anche un affitto di ramo d’azienda.
Una sequenza che merita di essere chiarita attraverso gli atti, verificando i requisiti delle imprese coinvolte, la regolarità dei passaggi e le eventuali ricadute economiche sul contratto pubblico.
Anche sulle migliorie contrattuali rispetto agli obblighi del capitolato abbiamo presentato richieste di accesso agli atti, senza ricevere le risposte attese.
Vogliamo sapere quali migliorie fossero state promesse, quali siano state recepite nel contratto e quali siano state effettivamente realizzate. Sono questioni che riguardano direttamente la qualità del servizio e l’utilizzo delle risorse pubbliche.
I LAVORATORI E IL SERVIZIO: A PAGARE SONO CITTADINI E OPERATORI
Le segnalazioni sindacali riguardavano le condizioni di lavoro, la sicurezza degli operatori e la disponibilità dei mezzi. Nel frattempo, i cittadini segnalavano strade sporche, zone non spazzate, problemi nella raccolta differenziata e ritiri non rispettosi degli orari.
Le criticità del servizio sono sotto gli occhi di chi vive quotidianamente la città e richiedono verifiche puntuali. Per questo chiedevamo controlli rigorosi sugli obblighi contrattuali, risposte alle segnalazioni e interventi correttivi in caso di inadempienze.
I lavoratori non possono pagare il prezzo di riorganizzazioni aziendali e passaggi societari; i cittadini non possono continuare a sostenere i costi di un servizio che presenta problemi.
La tutela di chi lavora e il diritto a una città pulita devono essere priorità concrete, non semplici dichiarazioni.
L’INCHIESTA GIUDIZIARIA: SERVE TRASPARENZA, NON PROCESSI SOMMARI
L’operazione giudiziaria del marzo 2026, nella quale le cronache riferivano del coinvolgimento di Ivano Balestriere, rende ancora più importante verificare con rigore gli eventuali elementi pertinenti all’appalto.
Manteniamo ferma la distinzione tra le notizie giudiziarie e le responsabilità che devono essere accertate nelle sedi competenti. Non anticipiamo giudizi, ma ribadiamo che la trasparenza sugli atti amministrativi e societari è indispensabile.
LE NOSTRE DENUNCE NON ERANO POLEMICA: ERANO RICHIESTE DI TRASPARENZA
Per un anno abbiamo continuato a denunciare le criticità dell’appalto, a chiedere verifiche e a sollecitare risposte. Abbiamo segnalato i dubbi sul ribasso, seguito i passaggi societari, richiamato l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori e presentato richieste di accesso agli atti.
Non abbiamo abbassato la guardia e non intendiamo farlo adesso. Le nostre iniziative erano e restano finalizzate alla tutela dell’interesse pubblico. Oggi chiediamo che vengano chiariti i passaggi societari, rese accessibili le informazioni richieste, verificate le migliorie contrattuali e rafforzati i controlli sull’esecuzione del servizio.
Nel frattempo, stiamo lavorando con persone di alto profilo , esperte del settore a una proposta alternativa, per cambiare il modello di gestione dell’igiene urbana, valorizzare il Piano industriale e costruire un servizio efficiente, sostenibile e rispettoso dei diritti dei lavoratori.
Le nostre denunce sono documentabili. Le domande restano aperte. Marano merita risposte.
La trasparenza non è una concessione è un dovere verso la città.
Stefania Fanelli Segretaria Sinistra Italiana Marano

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