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MARANO. Fondi Piano Strategico, Bertini: “Tutti responsabili, Visconti e Di Pace si dimettano”

Marano: continua a far parlare e discutere la questione fondi del Piano Strategico. Il Comune di Marano, come noto, non è riuscito a presentare nella maniera appropriata i progetti per beneficiare dei soldi stanziati dalla Città Metropolitana. Solo una manovra non prevista inizialmente, ma resasi necessaria, ideata dal consigliere Cacciapuoti potrebbe ridare speranza a Visconti. Ciò, però, non avverrà in tempi strettissimi.

Sulla vicenda è intervenuto a gamba tesa Mauro Bertini, il quale incredulo e sconfortato, non le ha mandate a dire in un post comparso sulla sua pagina facebook questa mattina.

La notizia esplode con il fragore di una bomba al fulmicotone: il Comune di Marano ha perso i sei milioni di euro che erano stati assegnati alla città nel riparto dei fondi del Piano Strategico messo a punto dalla Città Metropolitana di Napoli. “Ma come – si domanderanno increduli i nostri allibiti lettori – possibile che un Comune che a causa del dissesto conclamato non si ritrova nemmeno gli occhi per piangere si permetta il lusso sconsiderato di buttare nelle fogne una somma così ingente?” Ebbene si, amici, non solo è possibile ma è effettivamente successo, è successo che fra i 92 comuni della Provincia di Napoli chiamati a beneficiare delle risorse del Piano Strategico ce ne siano 8 che per motivi diversi si sono fatti escludere e fra questi, ovviamente, il Comune di Marano che si è trovato fuori per il semplice fatto che non ha presentato nei termini del bando i progetti da proporre per il finanziamento.
Consigliamo, a quelli fra i nostri lettori che vogliano saperne di più su come siano andati i fatti, di andarsi a rileggere l’illuminante post pubblicato su questa pagina il 17 ottobre dal titolo “Riacciuffati per i capelli i sei milioni della Città Metropolitana” e, caso mai non l’avessero già letto, scopriranno l’inverosimile e vedranno come le più catastrofiche e impensabili previsioni si siano puntualmente avverate.

Nel tentativo maldestro di attutire il colpo al Comune si ostenta una impressionante serenità e si sta facendo circolare la voce, del tutto destituita di ogni fondamento, che il trasferimento dei fondi, per quello che riguarda la nostra città e le altre sette escluse dal riparto, è stato semplicemente rimandato a marzo-aprile. Le cose, purtroppo, non stanno così: la cosa certa è che Marano è stata esclusa dall’assegnazione e che il Sindaco Visconti nella prossima settimana non sarà fra quei Sindaci che andranno alla Città Metropolitana a firmare la convenzione. L’unico spiraglio che resta per conservare un minimo di speranza, esclusa categoricamente ogni riapertura dei termini, è costituito da quella clausola inserita nel bando che “invita” i Comuni che eventualmente fossero stati esclusi a predisporre comunque i progetti o a completarne il perfezionamento per vedersi inseriti in un possibile prossimo riparto nel caso che, nell’assestamento di bilancio previsto per marzo-aprile, risulti un ulteriore avanzo di bilancio (magari costituito dalle risorse non assegnate). E’ una cosa ben diversa dalla sicumera ostentata: niente e nessuno garantisce che i progetti esclusi possano essere finanziati per intero.

Comunque si mettano le cose a marzo-aprile resta il fatto che Marano, che quei sei milioni li aveva a portata di mano, ora deve solo sperare che fra quattro-cinque mesi le cose si mettano in un certo verso e non potrà certamente essere questa effimera speranza residua a sminuire le colpe e attenuare le responsabilità di chi questa situazione l’ha provocata.
Quando si parla di aver buttato alle ortiche somme che girano intorno ai sei milioni di euro non si può più parlare di impreparazione, inesperienza, disavvedutezza da parte di chicchessia, qui siamo di fronte a una superficialità e una leggerezza che hanno del criminale soprattutto in considerazione del fatto che che a essere depauperata di somme ingenti è una comunità che è costretta a privarsi di tutto per mancanza di risorse.

E’ chiaro che la responsabilità primaria del disastro ricade sul Sindaco che è il capo dell’amministrazione che nella sua breve carriera ha accumulato una serie di episodi di questo tipo; non inferiore, anche a causa dell’esperienza che gli viene attribuita, la responsabilità dell’ex vicesindaco Francesco Taglialatela (assessore ai lavori pubblici) che però, forse proprio per questo, ha almeno avuto la decenza di dimettersi; non ultima e non meno grave la responsabilità dell’Ing. Di Pace, Dirigente dell’Area Tecnica, che riesce sempre a defilarsi ma che invece ha su di sé tutte e per intero le colpe del fallimento di un progetto affidato esclusivamente alla sua competenza.
Di fronte a una batosta di questa portata e, soprattutto, in considerazione del fatto che sono in ballo altri importanti finanziamenti come i fondi PICS che potrebbero a loro volta andare perduti, risulta assolutamente incomprensibile che Visconti e Di Pace non abbiano ancora rassegnato le dimissioni e che l’intera maggioranza non le abbia sollecitate: sbagliare in questi termini non è certamente umano ma perseverare in queste condizioni può essere un crimine verso la città.

Mauro Bertini

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