Marano: Il Gruppo Fanelli Sindaco La Città Dei Diritti ha appena protocollato una mozione di indirizzo affinchè Il Consiglio Comunale di Marano esprima forte preoccupazione per il rischio di ulteriori violazioni dei diritti umani e civili di Ilaria Salis durante la sua detenzione in Ungheria, e disappunto per la decisione dei ministri italiani di non sostenere attivamente le richieste di supporto dei suoi familiari e dei suoi legali- La mozione chiede altresi’ al Sindaco e alla giunta di farsi portavoce presso il Governo italiano e le Istituzioni europee affinché intraprendano ogni azione possibile per garantire il rispetto dei diritti umani e civili di Ilaria Salis, e si adoperino per consentire che il processo a suo carico abbia luogo in Italia;

Occorre che il sostegno dell’opinione pubblica del nostro Paese alla famiglia di Ilaria Salis prosegua. Anche perché è evidente che il governo Meloni prima se ne è disinteressato, poi ha dimostrato di non voler disturbare più di tanto il regime del suo amico Orban. Il nostro impegno per il rispetto dei diritti umani fondamentali e per il rispetto della dignità delle persone non si ferma.
Sono ancora nella mente di tutti le terribili immagini di Ilaria Salis incatenata, con le manette a mani e piedi, durante l’udienza in tribunale a Budapest. Un trattamento da ” bestia” subìto dalla nostra connazionale: “Ilaria non chiede di sottrarsi al processo, chiede semplicemente di venire a trascorrere i domiciliari in uno stato che ci piace ancora definire civile e democratico”.

Ilaria Salis è una cittadina italiana di 39 anni e dal febbraio 2023 è detenuta in carcere a Budapest in attesa di processo con l’accusa di lesioni ai danni di due manifestanti neonazisti;
L’aggressione di cui è accusata è avvenuta durante un raduno annuale di militanti neonazisti in memoria della resistenza hitleriana all’avanzata dell’Armata rossa nel corso della Seconda guerra mondiale;
All’accusa di lesioni personali di cui Ilaria Salis è imputata sono state aggiunte due aggravanti: aver commesso il reato all’interno di un’organizzazione criminale (il gruppo tedesco Hammerbande), al quale però secondo i suoi legali non risulta appartenere, e aver messo a rischio la vita delle vittime, nonostante le vittime abbiano riportato prognosi molto lievi, inferiori a 9 giorni;
Che con le suddette aggravanti Ilaria Salis, che respinge ogni accusa, si dichiara innocente e ha rifiutato il patteggiamento a 11 anni di carcere, rischia ora fino a 24 anni di carcere;
Fino ad ora nessuna delle persone aggredite ha sporto denuncia contro Ilaria Salis né la ha riconosciuta;
Ilaria Salis ha dichiarato di aver vissuto fin dall’inizio della sua detenzione in condizioni degradanti e disumane: ha trascorso otto giorni in cella di isolamento senza carta igienica, sapone e assorbenti, ha aspettato più di un mese per ricevere dall’Ambasciata italiana degli asciugamani, è stata trattenuta in una cella in cui erano presenti topi, scarafaggi e cimici dei letti che le hanno causato reazione allergica per la quale non è stata curata;
Le Regole dell’Organizzazione delle Nazione Unite sullo standard minimo per il trattamento dei detenuti, adottate dall’Assemblea generale della suddetta organizzazione nel 2015, stabiliscono che “Tutti i prigionieri devono essere trattati con il rispetto dovuto alla loro sostanziale dignità e valore come esseri umani. Nessun prigioniero potrà essere sottoposto a, e tutti i prigionieri devono essere protetti da, tortura ed altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti, per i quali nessuna circostanza può essere invocata come giustificazione”; il regolamento stabilisce inoltre che ai detenuti vanno garantite l’igiene personale, l’assistenza sanitaria, le comunicazioni con la famiglia e i rappresentanti legali, diplomatici e consolari, e pone specifici limiti all’uso degli strumenti di coercizione;
L’art. 4 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea (adottata dal Parlamento e dal Consiglio Europeo nel 2017 e l’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (firmata nel 1950) dal Consiglio d’Europa sanciscono che “Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti”;

Inoltre la Risoluzione del Parlamento Europeo dell’ 1 giugno 2023 che contesta all’Ungheria la violazione dell’art. 2 del Trattato dell’Unione Europea che recita: “l’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani […] Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia […]”;

La ONG per i diritti umani Helsinki Committee, con sede a Budapest, ha denunciato più volte le violazioni dei diritti umani dei detenuti commesse in Ungheria, sottolineando fra l’altro l’uso sproporzionato degli strumenti di coercizione fisica, il grave sovraffollamento e le insufficienze igienico-sanitarie delle carceri;
Ilaria Salis sta trascorrendo il periodo di custodia cautelare in carcere in condizioni incompatibili con le norme e le convenzioni internazionali sui diritti umani e sui diritti delle persone private della
A questo si aggiunge che in una nota del 5 febbraio 2024, dopo l’incontro con il padre di Ilaria Salis, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno affermato che “i principi di sovranità giurisdizionale di uno Stato impediscono qualsiasi interferenza sia nella conduzione del processo sia nel mutamento dello status libertatis dell’indagato”, dichiarano l’indisponibilità del Governo italiano a chiedere per Ilaria Salis il trasferimento agli arresti domiciliari in Italia-
Poichè noi pensiamo che il rispetto dei diritti civili umani non voglia dire interferenza ma regole del vivere civile

Il nostro impegno per il rispetto dei diritti umani fondamentali e per il rispetto della dignità delle persone non si ferma.

nota stampa dei consiglieri Comunali
Stefania Fanelli
Luigi Savanelli

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