Mugnano: La Giunta Schiattarella si muove nel solco politico tracciato dall’Amministrazione Sarnataro, ma le carte ufficiali certificano l’attuale indisponibilità del nuovo plesso comunale. I fondi FELS destinati a coprire una limitata offerta privata, con il rischio di un ingente avanzo di spesa inespressa

Il passaggio di testimone alla guida della macchina comunale di Mugnano ha confermato, come specificato dagli stessi protagonisti fin dalla campagna elettorale, una marcata linea di continuità politica. L’attuale Amministrazione, guidata dal sindaco Schiattarella, si pone in diretta successione rispetto al mandato del suo predecessore Sarnataro, ereditandone la visione strategica, i progetti in itinere e, inevitabilmente, i nodi logistici ancora da sciogliere. Tra questi, il banco di prova più urgente è rappresentato dai servizi per la prima infanzia e, nello specifico, dal destino del nuovo asilo nido comunale di via Carlo Rosselli.

Se sul piano politico assistiamo a diverse criticità, come l’estromissione dalla maggioranza di Casa riformista e il mancato approdo in giunta dello stesso PD, l’analisi degli atti documentali prodotti in queste settimane dai Settori dirigenziali restituisce una fotografia complessa, che solleva interrogativi oggettivi sulla reale disponibilità delle infrastrutture pubbliche per l’imminente anno educativo 2026/2027.

Il fulcro della questione ruota attorno all’Avviso Pubblico per l’assegnazione del Fondo FELS, un massiccio stanziamento governativo mirato a incrementare l’offerta dei servizi per l’infanzia nei comuni italiani. Al Comune di Mugnano è stata assegnata la considerevole somma di oltre 958.000 euro. Una quota che avrebbe potuto rappresentare la naturale copertura finanziaria per l’apertura e la gestione ordinaria della struttura di via Rosselli, la cui imminente fruibilità era stata ampiamente annunciata la scorsa primavera.

Tuttavia, l’atto dirigenziale che regola l’impiego di tale fondo riporta una dicitura inequivocabile. L’Ente certifica formalmente che, non disponendo attualmente di strutture proprie, intende realizzare tale potenziamento attraverso l’erogazione di voucher. Allo stato attuale, dunque, l’Amministrazione attesta nero su bianco l’impossibilità di avvalersi dell’edificio pubblico, procedendo al dirottamento dell’intero importo statale verso il mercato privato.

La scelta di ricorrere in via esclusiva ai voucher si scontra però con la reale capacità di assorbimento delle strutture private accreditate. L’offerta complessiva garantita dagli operatori del settore, dislocati in parte sul suolo cittadino e in parte costretti a operare nei comuni limitrofi, risulta infatti numericamente esigua rispetto alla potenziale platea di beneficiari e all’ingente mole di finanziamenti a disposizione.

Di fatto, a causa della limitata disponibilità di posti sul territorio, una percentuale significativa dei nuclei familiari dovrà necessariamente rivolgersi fuori dai confini comunali per usufruire di un servizio che, nelle intenzioni originarie, avrebbe dovuto trovare la sua naturale collocazione nell’edificio pubblico di Mugnano.

Vi è infine un aspetto puramente contabile che l’Amministrazione in carica sarà chiamata a gestire. Pur fissando il valore del voucher alla soglia massima di 600 euro mensili per bambino, l’assorbimento parziale dei fondi da parte del ristretto circuito privato genererà una spesa di gran lunga inferiore al budget assegnato dal Ministero.

La discrepanza numerica appare evidente: centinaia di migliaia di euro rischiano di rimanere bloccati a causa della contemporanea assenza del plesso comunale e della fisiologica saturazione dell’offerta privata. Un quadro su cui le famiglie di Mugnano, in attesa di poter conciliare concretamente i tempi di vita e di lavoro, attendono ora chiarezza prima del suono della campanella.

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