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NAPOLI. Trasporti ed assembramenti, un problema che nessuno prova a risolvere

Napoli: da qualche mese a questa parte la parola assembramento viene sempre più identificata con “contagio”. E, se è vero che per evitare di contrarre il virus, è fondamentale seguire alcune semplici regole è altrettanto vero che non sempre i cittadini sono messi nelle condizioni di farlo.

Ne è un esempio lampante ciò che avviene quotidianamente sui mezzi di trasporto pubblico: studenti e lavoratori che si accalcano per non perdere metro o pullman, costretti come sardine per non arrivare tardi a scuola, in ufficio o in azienda.

Nasce così spontanea la domanda: ma siamo sicuri che la soluzione per ridurre i contagi sia quella di chiudere bar e ristoranti? Probabilmente bisognerebbe lavorare affinché ogni cittadino possa avere la possibilità di potersi muovere liberamente senza aver paura di ammalarsi a causa dei continui assembramenti cui è sottoposto.

E così, mentre ci si continua a concentrare su Juventus-Napoli ed il paventato 3-0 a tavolino, i diritti dei napoletani (riguardanti trasporto, istruzione e sanità) vengono puntualmente e brutalmente calpestati.

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