Consideriamo una grave provocazione la manifestazione indetta per
venerdì 24 aprile a Napoli per la presentazione della proposta di legge
di iniziativa popolare sulla remigrazione, promossa dal comitato
“Remigrazione e Riconquista” — espressione diretta di CasaPound, Rete
dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e altre sigle dell’estrema destra.

«La scelta della data non è casuale, ed è profondamente offensiva —
dichiara Andrea Laerte Davide, portavoce di Possibile Napoli —
presentare un progetto di deportazione di massa alla vigilia
dell’anniversario della Liberazione significa deturpare la memoria della
Resistenza, della lotta partigiana e della Costituzione antifascista che
ne è nata. Napoli, medaglia d’oro al Valor Civile per la Resistenza, non
può restare in silenzio».

Chiamiamo le cose con il loro nome: la “remigrazione” è un tema di
evidente matrice razzista, sposato dai partiti dell’estrema destra, che
promuove la deportazione — perché di questo si tratta — di tutte le
persone con background migratorio che vivono in Europa, la pulizia
etnica, la supremazia razziale e la negazione dei diritti fondamentali
di milioni di persone. Il contrario dei fondamenti della nostra
Costituzione repubblicana, a partire dall’articolo 3.

«Napoli è un’altra cosa — prosegue Davide — è la città che da sempre
ospita culture, storie e persone di ogni Paese, in cui le comunità
migranti sono parte viva del tessuto sociale, economico e culturale. Per
noi accoglienza, lavoro, diritti e inclusione non sono concessioni, ma
la base di ogni convivenza civile. Chi viene qui a parlare di
“riconquista” sbaglia indirizzo: questa è la città delle Quattro
Giornate, non delle ronde identitarie».

Le teorie razziste e antidemocratiche che saranno illustrate dai
politici campani di destra, alla presenza anche di esponenti nazionali
di CasaPound — associazione dichiaratamente fascista che andrebbe
sciolta, così come prevede la legge — non possono trovare spazio nella
nostra città, tanto più alla vigilia del 25 aprile. Come Possibile
Napoli chiediamo alle istituzioni cittadine di negare ogni spazio
pubblico all’iniziativa, e alle forze democratiche e antifasciste della
città di convocare una mobilitazione unitaria per il 24 aprile.

«Se sarà confermata l’iniziativa, saremo in piazza — conclude Davide —
perché a Napoli non si deporta nessuno, e perché l’unica “riconquista”
di cui questa città ha bisogno è quella dei diritti, del lavoro
dignitoso, della casa e della sanità pubblica. Per chi qui è nato e per
chi qui ha scelto di vivere».

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