Italia: Effetto Sinner e non solo: la Federazione Italiana Tennis e Padel (Fitp) in 12 anni ha triplicato i suoi tesserati. Giorni bui, invece, per il ciclismo.
Triplicando i suoi tesserati in dodici anni (ne aveva 290 mila nel 2014), la Federazione Italiana Tennis e Padel (Fitp) ha superato quella del calcio per quantità di atleti a fine 2024. Lo certifica l’ultimo rapporto «I Numeri dello Sport Del Coni», pubblicato a fine ottobre. Con 1.162.477 tesserati, la Fitp scalza la Figc (1.123.054) e stacca nettamente volley (359.797 mila), basket (320.769) e l’atletica che tocca quota 292.599, tutti numeri in crescita.
I numeri spiegano bene il boom di tennis e padel ma non dicono tutto: tesserarsi alla Fitp è praticamente obbligatorio per giocare anche un solo match l’anno in un circolo affiliato, chi si associa alla Figc quasi sempre pratica sport in maniera continuativa, nell’ambito di un campionato.
In Italia, secondo il rapporto Coni, risultano tesserati 6.069.891 atleti (pari al 10,5% della popolazione sopra i tre anni d’età) e si registra una crescita del +7,7% rispetto al 2023. Nel complesso, la consistenza media del settore agonistico delle federazioni ha un peso pari al 42% del tesseramento totale degli atleti, per contro la base promozionale/scolastica è pari al 58% del tesseramento atleti.
Nel 2024, 2.568.671 atleti hanno presentato il certificato medico d’idoneità per svolgere l’attività sportiva agonistica. All’interno del settore agonistico, gli atleti d’interesse nazionale riconosciuti dalle rispettive federazioni sono 22.672. Tra coloro che svolgono esclusivamente attività di carattere promozionale-scolastico e ludico – sono 3.501.220 coloro che hanno presentato nel 2024 il certificato medico d’idoneità fisica all’attività sportiva non agonistica, la crescita rilevata è del +7,9% rispetto al 2023.
Tra le federazioni storiche, quella più in crisi è la Federciclismo, scesa al ventesimo posto su 45. La Fci può vantare ormai soltanto 66.302 tesserati (6.900 le donne, una delle quote rosa più modeste), di cui due terzi appartiene al settore amatoriale e master contro un numero di dirigenti e tecnici (32 mila) del tutto sproporzionato a quello dei praticanti: se negli altri sport la media dirigenti/atleti è di uno a dieci qui siamo attorno all’uno a due.Insomma, il ciclismo è al livello degli sport rotellistici o del tiro a segno.
Non è un caso che i risultati agonistici di alto livello siano modesti e che gli azzurri abbiano da poco concluso una delle stagioni più grigie della storia: da una base di appena 1600 juniores, di cui meno di metà attivi, è difficile aspettarsi di più. In realtà i praticanti il ciclismo in Italia sono decine di migliaia, ma la maggior parte non si tessera o sceglie uno dei 14 enti di promozione sportiva.

