Non potete immaginare… Un giocatore morirà e voi lo vedrete...” Queste le parole con cui Daniil Medvedev ha utilizzato rivolgendosi al pubblico durante il match di ieri contro il connazionale Andrei Rublev.

Le condizioni erano brutali. L’unica cosa positiva è che erano uguali per entrambi i giocatori. Ci sono stati alti e bassi, ma è normale. Alla fine del primo set non riuscivo a vedere la palla, cercavo di correre e colpire la palla. Rublev ha fatto lo stesso. Prima di ogni punto mi dicevo ‘non riesce più a correre’, quindi colpivo la palla e mi chiedevo quando sarebbe crollato. Eravamo stanchissimi…”, ha aggiunto. “Non so se sia apparso chiaro a chi stava guardando la tv. Sudavamo come pazzi, abbiamo usato asciugamani su asciugamani… Non ho più pelle sul naso e non per il sole… Ho appena visto Andrei nello spogliatoio, la sua faccia è paonazza…“.

Condizioni meteo insopportabili anche per chi è ben allenato e abituato a grandi sacrifici quelle a cui sono costretti i tennisti impegnati in questi giorni a Flushing Meadows a New York. 33 gradi ed un’umidità insopportabile nonostante la chiusura parziale del tetto dell’Arthur Ashe Stadium.

La gara fra i due tennisti russi, che valeva l’accesso alle semifinali, si è conclusa per 6-4, 6-3, 6-4 in favore di Medvedev in 2h30′.

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