Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, a seguito di un’attenta
analisi delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei pubblicate dal Ministero dell’Istruzione e del
Merito e attualmente oggetto di consultazione dal 23 aprile al 31 maggio 2026, intende offrire un
contributo fondato su dati oggettivi e su una lettura sistemica dei quadri orari vigenti.
L’esame congiunto delle linee guida e dell’impianto ordinamentale definito dal DPR 89/2010
consente di evidenziare con chiarezza una criticità strutturale che riguarda la presenza delle
discipline giuridiche ed economiche nei licei italiani. Nei principali percorsi liceali – classico,
linguistico e scientifico – il monte orario si attesta su 891 ore annue nel primo biennio e tra le 990 e
le 1023 ore nel triennio, senza che sia previsto, in via ordinamentale, alcun insegnamento
riconducibile alla classe di concorso A-46. Anche nel liceo delle scienze umane, dove Diritto ed
economia è presente, l’insegnamento si limita al primo biennio con 66 ore annue per ciascun anno e
viene poi completamente interrotto nel triennio, determinando una frattura evidente nel percorso
formativo degli studenti.
Fa eccezione il liceo delle scienze umane – opzione economico-sociale, che rappresenta l’unico
modello in cui le discipline giuridiche ed economiche sono strutturalmente integrate lungo tutto il
quinquennio, con un monte orario di 99 ore annue. Questo dato conferma, da un lato, la piena
sostenibilità didattica e organizzativa di tali insegnamenti all’interno del sistema liceale e, dall’altro,
l’anomalia della loro assenza negli altri indirizzi. Nei licei artistico, musicale e coreutico,
caratterizzati da un carico orario significativamente più elevato – rispettivamente fino a 1122 ore
nel biennio e 1155 nel triennio per l’artistico e 1056 ore annue nel musicale e coreutico – le
discipline giuridiche ed economiche risultano del tutto assenti, nonostante la crescente rilevanza dei
profili normativi ed economici anche nei settori culturali e creativi.
Alla luce di questi dati, risulta evidente che una larga maggioranza degli studenti liceali italiani
conclude il proprio percorso di studi senza aver maturato competenze strutturate in ambito giuridico
ed economico. Tale condizione appare in contrasto con gli stessi obiettivi formativi richiamati nelle
nuove Indicazioni Nazionali, che insistono con forza sui temi della cittadinanza attiva, della legalità,
della sostenibilità e della comprensione dei sistemi economici e istituzionali.
L’analisi tecnico-scientifica del quadro normativo vigente mostra tuttavia che esistono già margini
concreti di intervento. Il DPR 89/2010 prevede infatti significative quote di autonomia – fino al
20% nel primo biennio, al 30% nel secondo biennio e nuovamente al 20% nel quinto anno – che
consentono alle istituzioni scolastiche di rimodulare i curricoli senza alterare gli equilibri
complessivi. Inoltre, l’Allegato H dello stesso regolamento include esplicitamente tra gli
insegnamenti attivabili il Diritto e il Diritto ed economia politica, riconoscendo implicitamente il
ruolo di queste discipline nella formazione liceale. Ne deriva che un potenziamento della classe A-
46 può essere avviato anche in tempi rapidi, attraverso una programmazione consapevole all’interno
dei Piani triennali dell’offerta formativa.
Sulla base di tali evidenze, il CNDDU ritiene che la soluzione più efficace e sostenibile consista
nell’introduzione stabile dell’insegnamento di Diritto ed economia nel primo biennio di tutti i licei
attualmente privi di tale disciplina, con un monte orario pari a 66 ore annue per ciascun anno. Un
intervento di questo tipo rappresenterebbe un incremento contenuto, pari a circa il 7% del monte ore
complessivo del biennio, ma avrebbe un impatto formativo rilevante, consentendo di garantire a
tutti gli studenti una solida alfabetizzazione giuridico-economica nella fase più delicata del loro
percorso educativo. Allo stesso tempo, appare opportuno colmare la discontinuità esistente nel liceo
delle scienze umane ordinario, prevedendo una ripresa dell’insegnamento almeno nell’ultimo anno,
così da consolidare le competenze acquisite e orientarle verso l’analisi dei sistemi di welfare, dei
diritti sociali e delle dinamiche del lavoro.
Nei licei caratterizzati da un’elevata densità oraria, come quelli artistici, musicali e coreutici, il
CNDDU ritiene più opportuno un approccio modulare, che consenta di introdurre insegnamenti
giuridico-economici mirati, calibrati sulle specificità dei percorsi e centrati su ambiti quali il diritto
del patrimonio culturale, la legislazione dello spettacolo e l’economia dei settori creativi. Una
soluzione di questo tipo permetterebbe di estendere la presenza della classe A-46 senza
compromettere l’equilibrio complessivo dei quadri orari.
In questo quadro, il liceo economico-sociale si configura come un modello di riferimento già
pienamente funzionante, che dimostra come una presenza strutturata e continuativa delle discipline
giuridiche ed economiche sia non solo possibile, ma anche didatticamente efficace.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sottolinea come il
rafforzamento della classe di concorso A-46 non debba essere interpretato come una richiesta di
natura categoriale, ma come una risposta necessaria a un’esigenza formativa ormai ineludibile. In
una società sempre più complessa, segnata da trasformazioni economiche, tensioni sociali e sfide
globali, la scuola è chiamata a fornire strumenti critici adeguati per comprendere la realtà e
partecipare consapevolmente alla vita democratica.
Per queste ragioni, il CNDDU auspica che la fase di consultazione in atto rappresenti un momento
autentico di confronto e che conduca a scelte coraggiose, capaci di colmare una lacuna storica del
sistema liceale italiano e di restituire centralità alle discipline giuridiche ed economiche nella
formazione delle nuove generazioni.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

