Marano continua a vivere una crisi idrica che ormai non può più essere raccontata come un’emergenza. È una condizione strutturale, cronica, che si ripresenta puntualmente e colpisce interi quartieri, lasciando famiglie senza acqua per giorni e costringendole a soluzioni di fortuna e a una quotidianità fatta di disagi inaccettabili.
Da anni si interviene solo quando la situazione esplode: autobotti, rattoppi, interventi tampone. Ma questo approccio non risolve nulla. È il segno evidente dell’assenza totale di una pianificazione seria, continuativa e radicata nel territorio.
Ai commissari che oggi gestiscono la cosa pubblica, dopo il quinto scioglimento per infiltrazioni camorristiche, non chiediamo una visione politica, ma chiarezza, trasparenza e rispetto per la cittadinanza. Non è più accettabile continuare a subire disservizi senza informazioni puntuali su ciò che si sta facendo, sui tempi degli interventi e sui risultati attesi. Non bastano dichiarazioni generiche su interventi in corso, controlli sulla rete, verifiche tecniche, lavori per individuare e risolvere criticità strutturali, se queste non vengono accompagnate da comunicazioni precise e accessibili.
Questo silenzio istituzionale è inaccettabile e rappresenta una grave mancanza di rispetto verso cittadini e cittadine, che subiscono i disagi senza avere risposte né certezze.
Come Potere al Popolo Marano denunciamo con forza il mancato e necessario coinvolgimento della cittadinanza e l’assenza, da parte delle amministrazioni che si sono succedute, di una reale politica per la ripubblicizzazione dell’acqua e per affrontare alla radice i problemi della rete idrica.
In passato, anche amministrazioni che si sono definite “di centrosinistra”, come la giunta Visconti a guida PD, hanno indicato come prospettiva la trasformazione del servizio idrico in società a capitale misto, aprendo di fatto alla privatizzazione.
Una scelta che non solo tradisce l’esito del referendum del 2011, ma che si dimostra inefficace nei fatti. In Campania, infatti, dove la gestione è già in parte affidata a soggetti privati, spesso anche beneficiari di fondi pubblici come quelli del PNRR, le perdite della rete, i guasti e i disservizi continuano a essere diffusi e persistenti. La privatizzazione non è la soluzione: è parte del problema.
Quello che manca completamente è un progetto di ripubblicizzazione reale e strutturale dell’acqua. Non uno slogan, ma un piano concreto che metta al centro:
▪️︎ la manutenzione ordinaria e programmata della rete
▪️︎ investimenti pubblici trasparenti e controllati
▪️︎ una gestione partecipata, legata ai bisogni reali delle comunità
Marano è stanca di vivere una finta emergenza: si conoscono le perdite, gli impianti obsoleti e, in gran parte, anche gli allacci abusivi alla rete idrica cittadina. Ciò che manca è una visione organica, a livello locale, metropolitano e regionale. Partendo proprio dai territori più colpiti, è necessario costruire un modello alternativo alla logica dell’emergenza permanente.
Questa visione la chiediamo anche a tutte e tutti coloro che sul territorio di Marano sono già entrati in ” modalità campagna elettorale” per le prossime amministrative del 2027: è il momento di dire con chiarezza da che parte si sta, se dalla parte del diritto all’acqua o delle logiche di profitto.
Insieme ai Comitati per l’acqua pubblica dell’area nord di Napoli e dell’area flegrea, rilanciamo una proposta chiara: l’unificazione dei distretti Napoli e Napoli Nord in un unico ambito, superando frammentazioni che hanno prodotto inefficienze e scaricabarile. Allo stesso tempo, chiediamo che si prosegua con decisione verso la costruzione di un gestore interamente pubblico, ABC Napoli, esteso all’intera città metropolitana e, progressivamente, a livello regionale.
Solo una gestione pubblica, unitaria e trasparente può garantire investimenti strutturali, controllo democratico e il rispetto dovuto a una comunità che da troppo tempo viene lasciata sola.
Comunicato Stampa Potere al Popolo Marano
