Mugnano: Una partenza che prova a scacciare le prime ombre sul Consiglio Comunale, ma che finisce per sollevare ancora più interrogativi.
Quello a cui stiamo assistendo è l’esordio del “carrozzone” di governo, già alle prese con le prime e pesanti tensioni interne: discussioni fuori dai seggi, scontri in strada dopo le elezioni, l’ombra inquietante del presunto voto di scambio e situazioni ambigue.
A sorprendere negativamente, però, sono state soprattutto le prime parole pronunciate dal neoeletto sindaco in occasione della proclamazione. Anziché concentrarsi sul programma amministrativo e sulle priorità della città, ha dedicato gran parte del suo intervento alla cosiddetta “questione morale”.
Un discorso netto, condivisibile nei principi, ma che stride con la narrazione portata avanti fino a oggi dallo stesso sindaco e dalla sua coalizione.
Parlare di trasparenza e legalità, affermare che sarà “fuori chi porta ombre sull’amministrazione”, rischia di apparire come un tentativo tardivo di prendere le distanze da situazioni che avrebbero dovuto essere affrontate prima delle elezioni, soprattutto se la stampa riferisce che i sospetti sul voto di scambio riguarderebbero un consigliere eletto proprio nella sua maggioranza.
Per non parlare dell’intervista a Teleclub Italia, dove avrebbe richiesto i carichi pendenti ai suoi eletti. Ad oggi non sono stati ancora pubblicati.
Viene spontaneo chiedersi: com’è possibile accettare e beneficiare del consenso raccolto da determinati candidati durante la campagna elettorale e riscoprirsi inflessibili soltanto a urne chiuse? I candidati sono utili solo per portare voti o è dovere di chi guida una coalizione valutarne attentamente il profilo politico e personale prima di inserirli nelle liste?
L’ultima parola sulle candidature spetta al sindaco. È lui che assume la responsabilità politica delle scelte compiute e dell’opportunità di candidare figure che potrebbero compromettere la credibilità dell’amministrazione.
La trasparenza non si misura con i proclami. Si misura con le scelte e con il coraggio delle proprie decisioni.
Se il sindaco Schiattarella ritiene che all’interno della sua maggioranza vi siano persone che gettano ombre sull’istituzione, allora è necessario che assuma una posizione chiara e immediata. Non domani. Oggi stesso.
Per rispetto della città, della sua credibilità personale e dell’amministrazione che si appresta a guidare. I cittadini hanno il diritto di sapere se vi siano consiglieri coinvolti in situazioni che possano minare la fiducia nelle istituzioni.
Sarebbe stato più coerente accompagnare le dichiarazioni alla proclamazione con un atto politico concreto: l’immediato allontanamento di eventuali figure ritenute incompatibili con i principi di legalità e trasparenza richiamati nel suo discorso.
Mugnano non ha bisogno di una moralità a giorni alterni, buona per i titoli dei giornali e per i microfoni ma inconcludente nei fatti. Ha bisogno di una guida trasparente e responsabile fin dal primo giorno.
Siamo ancora in attesa di un vero atto di responsabilità.
Di parole ne abbiamo sentite tante. Di fatti? Nessuno.
Nota stampa Nello Romagnuolo – Periferia Attiva

