Napoli: Hanno realizzato brevi spot video e scritto persino una canzone per sensibilizzare i loro coetanei a una guida consapevole e responsabile. Sono gli studenti deIl’ISIS Caruso di Napoli, del liceo Segre di Mugnano e del Salvemini di Sorrento, in rappresentanza anche delle altre scuole coinvolte nel progetto (Cavalcanti e Bernini-De Sanctis a Napoli, Rita Levi Montalcini a Quarto, Moscati a Sant’Antimo e Morano a Caivano). Il messaggio è chiaro: bastano pochi secondi di distrazione per rovinare una vita. “Abbiamo voluto metterci alla prova e lo abbiamo fatto usando la musica e le immagini, per dire ai nostri amici quanto sia preziosa la vita, un messaggio sul cellulare può aspettare, un bicchiere in più si può e si deve evitare, l’importante è tornare a casa e iniziare un altro giorno” dicono i ragazzi.
Stesso claim “La strada è di tutti, scegli la vita”, adottato dalla campagna di comunicazione della Città Metropolitana di Napoli per il progetto “Guida ResponsabilMente” promosso dall’ente di piazza Matteotti nell’ambito di Mobilità Sicura, l’iniziativa nazionale sostenuta dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri con ANCI e UPI. Gli spot video hanno interessato sedici stazioni del trasporto su ferro, tra Circumvesuviana (Garibaldi e Porta Nolana), Cumana e Circumflegrea (Montesanto e Fuorigrotta), funicolari (Parco Margherita, Cimarosa, Fuga e Augusteo) e Linea 1 della metropolitana (Vanvitelli, Medaglie d’Oro, Garibaldi, Policlinico, Università, Toledo, Museo e Dante), nei luoghi dove ogni giorno si incrociano studenti, pendolari e famiglie. A rafforzare il messaggio, post, reel e altri contenuti sui canali social istituzionali dell’Ente (Facebook, Instagram, Threads, X e WhatsApp Channel).
“E’ significativo che i ragazzi a cui era rivolto la campagna di sensibilizzazione, ne abbiamo costruito una propria facendosi, a loro volta, promotori del messaggio”, ha commentato Anna Capasso, dirigente della Direzione Fondi Comunitari e Mobilità Sostenibile della Città Metropolitana che ha moderato l’incontro conclusivo di questa mattinata, nel Palazzo della Provincia a Napoli, con tutti i partner del progetto: il Comune di Napoli con il corpo di polizia municipale, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università Federico II, l’Ufficio scolastico regionale, le Asl, le autoscuole aderenti alle sigle Unasca e Confarca e i familiari delle vittime della strada.
Al centro del dibattito i comportamenti a rischio: la distrazione digitale, la sottovalutazione degli effetti dell’alcol, anche in piccole quantità, la violazione del Codice della strada a cominciare dall’uso delle cinture, all’eccesso di velocità.
“Il nostro obiettivo è salvare anche una sola vita, diffondere la cultura del rispetto delle regole e dei comportamenti corretti alla guida, per la propria incolumità e quella degli altri. Città Metropolitana continuerà a farsi promotrice di questa campagna di comunicazione e di tutti i progetti che possano contribuire a ridurre l’incidentalità stradale” ha affermato il vicesindaco Giuseppe Cirillo. Anche il consigliere metropolitano con delega ai Fondi comunitari e nazionali per le politiche di coesione Domenico Marrazzo ha affermato: “E’ fondamentale portare questi messaggi nelle scuole e continueremo a farlo, ma è altrettanto importante che gli adulti diano il buon esempio alla guida”. Un punto su cui concorda anche Marco Milano, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania: “I giovani, consapevoli dei rischi alla guida, sono il veicolo migliore per diffondere la cultura della sicurezza stradale anche in famiglia a genitori, a volte, distratti”. Presenti, per il Comune di Napoli, il colonnello Antonio Vecchione e Alessandro Autore, comandante di Reparto del Gruppo intervento Traffico che ha snocciolato i dati dei controlli notturni nelle zone della movida, durante i mesi del progetto: “Abbiamo fermato 1300 soggetti, controllando soprattutto i giovani tra i 18 e i 35 anni e accertando oltre 300 violazioni del Codice della strada, moltissime legate all’uso del cellulare, una dipendenza tecnologica che si aggiunge pericolosamente alle altre legate ad alcol e droghe”. Un mondo, quello delle dipendenze, che i servizi sanitari conoscono bene e cercano di curare come hanno testimoniato nei loro interventi Cinzia Vesce, dirigente Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e di vita dell’ASL Napoli 1 Centro, Rosaria Colella, dirigente medico psicoterapeuta e referente del SerD di Ischia (DS 36) dell’ASL Napoli 2 Nord e di Valeria Rinaldini, direttore della U.O.C. Ser.D di Torre Annunziata dell’ASL Napoli 3 Sud. “Le dipendenze nascondono sempre un disagio che i ragazzi vogliono comunicare, sta a noi genitori, scuola e società civile, saperlo intercettare in anticipo” dicono.
Le autoscuole aderenti alle sigle Unasca e Confarca, che hanno preso parte al Tavolo di lavoro metropolitano, sono state rappresentate da Giuseppe Russo, coordinatore regionale di Confarca: “I ragazzi che vengono nelle autoscuole per prendere la patente sono, spesso, ignari dei pericoli della strada. Il nostro ruolo non è solo quello di rilasciare un documento, ma di fare formazione. I neopatentati hanno l’obbligo di non assumere alcol e di non superare i limiti di velocità. Personalmente, insisto moltissimo sull’uso obbligatorio delle cinture non solo sui sedili anteriori, ma anche su quelli posteriori. Indossare la cintura è un gesto semplice che può salvarti la vita”.
Dal professor Alfonso Montella, ordinario di Strade, Ferrovie e Aeroporti e responsabile del Laboratorio di Sicurezza Stradale del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, partner del progetto che ha curato le giornate di formazione nelle scuole, arriva un messaggio chiaro ed efficace: “Parcheggia il cellulare, la distrazione alla guida, anche per pochi secondi può essere fatale e, purtroppo, indietro non si torna”. Lo sanno bene i familiari delle vittime, costretti a fare i conti con un dolore innaturale, quale la perdita di un figlio o di una figlia. Paola De Blasioè la mamma di Domenico Cirillo, il giovane studente del liceo Labriola, investito un sabato sera da un 19enne alla guida di un’auto di grossa cilindrata che non avrebbe potuto guidare sul viale Anton Dhorn a Napoli. “Mio figlio non è stato sfortunato, la sua morte è il risultato di una guida irresponsabile” afferma la donna che, insieme al marito Ernesto, è riuscita a trasformare il dolore in formazione grazie alla Fondazione che porta il nome del figlio e agli amici del giovane che oggi sono diventati testimonial della sicurezza stradale. Luigi Granata, presente con la moglie, ha raccontato la storia della figlia Rita, scomparsa a soli 27 anni mentre attraversava sulle strisce pedonali via Leopardi a Fuorigrotta. “Aveva preso il taxi per tornare a casa, dopo una serata con le amiche e un conducente, sotto alterazione di alcol e droga, l’ha scaraventata via. Da allora la nostra vita è cambiata per sempre”. Da allora il nome di Rita si è trasformato nell’acronimo R.I.T.A. (Riduzione Incidenti e Tutela Automobilistica), il nome dell’associazione con cui portano il loro messaggio di sensibilizzazione nelle scuole.
Il progetto
“Guida ResponsabilMente” è stato realizzato dalla Città Metropolitana di Napoli (Area Pianificazione Strategica – Direzione Fondi Comunitari e Mobilità sostenibile), nell’ambito del progetto nazionale Mobilità Sicura di ANCI e UPI, finanziato dal “Fondo contro l’incidentalità notturna”. Città Metropolitana di Napoli è stata capofila, in partenariato con il Comune di Napoli e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università Federico II.
Il progetto si è articolato in tre linee di attività: la formazione dei docenti, la campagna di educazione e sensibilizzazione rivolta ai giovani tra i 15 e i 18 anni, e i controlli stradali della polizia municipale di Napoli, mirati in orario serale e notturno nei principali luoghi di aggregazione giovanile. Un Tavolo di lavoro metropolitano ha affiancato il percorso, riunendo istituzioni, forze dell’ordine, ASL, autoscuole aderenti a Confarca e Unasca, associazioni di categoria e familiari delle vittime della strada.
Per saperne di più sul progetto e rivivere tutti gli incontri è disponibile la pagina dedicata sul sito istituzionale: https://www.cittametropolitana.na.it/guida-responsabilmente

