Marano: Alcuni giorni fa un operaio della ditta incaricata della manutenzione del verde è caduto da una scala mentre eseguiva la potatura di alcuni alberi in via Lazio. Per pura fatalità, oggi non piangiamo una vittima sul lavoro, ma una persona che dovrà comunque sottoporsi a un intervento chirurgico. Un episodio che ci ricorda, ancora una volta, quanto la sicurezza sul lavoro non possa essere lasciata al caso.
L’intervento di potatura veniva eseguito con una semplice scala, senza l’impiego di un cestello elevatore né di adeguati sistemi di protezione contro le cadute dall’alto. Una situazione che richiama con forza l’attenzione sulle condizioni di sicurezza in cui vengono svolti questi lavori e sulle misure di prevenzione adottate nell’ambito dell’appalto.
Nel 2026 non possiamo accettare che la sicurezza di chi lavora venga messa a rischio. La prevenzione degli infortuni richiede attrezzature idonee, protezioni adeguate e formazione costante. La salute e la vita dei lavoratori devono venire prima di qualsiasi esigenza economica od organizzativa.
Per queste ragioni, come Sportello Sociale presso La Casa dei Diritti Cento Passi abbiamo inviato una PEC alla Commissione Straordinaria e al responsabile del settore competente, chiedendo chiarimenti e documentazione sulle modalità di esecuzione delle potature in via Lazio e sul rispetto degli obblighi di sicurezza previsti dalla normativa vigente.
In particolare, abbiamo chiesto di conoscere:
Capitolato e contratto d’appalto: quali attrezzature, procedure operative e misure di sicurezza erano previste per gli interventi di potatura? Erano state definite specifiche modalità per l’esecuzione dei lavori in quota?
Sicurezza e valutazione dei rischi: quali misure erano state predisposte per prevenire le cadute dall’alto? Per quali ragioni l’intervento è stato eseguito con una scala anziché con attrezzature più idonee alle caratteristiche del lavoro?
Piano operativo di sicurezza (POS): il documento era stato predisposto, ove previsto, ed era coerente con le lavorazioni effettivamente eseguite?
Formazione e dispositivi di protezione: il lavoratore aveva ricevuto la formazione e l’addestramento necessari? Erano disponibili e utilizzati i dispositivi di protezione adeguati ai rischi individuati?
Correttezza agronomica delle potature: gli interventi erano stati prescritti o validati da un agronomo o forestale regolarmente iscritto al rispettivo albo professionale, ove previsto? Le potature rispettavano i criteri della corretta arboricoltura e le esigenze specifiche delle singole specie arboree, tenendo conto delle caratteristiche degli alberi, del periodo e delle tecniche di taglio adottate? Esiste un piano di potatura o una relazione tecnica che documenti le prescrizioni e le modalità di esecuzione?
Controlli e vigilanza sull’appalto: chi era incaricato, per conto del Comune, di verificare il rispetto del contratto e delle condizioni di sicurezza? Quali controlli erano stati effettuati prima e durante l’esecuzione dei lavori?
Segnalazioni agli organi competenti: sono state attivate le procedure previste nei confronti degli organismi di vigilanza, tra cui l’Ispettorato nazionale del lavoro e il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’ASL, secondo gli obblighi applicabili al caso concreto?
Con la stessa PEC abbiamo chiesto che vengano adottate tutte le misure necessarie affinché gli interventi di potatura siano eseguiti con attrezzature e procedure adeguate ai rischi effettivi, nel pieno rispetto della normativa vigente, evitando che altri lavoratori possano essere esposti a pericoli prevenibili.
Il riferimento normativo è il D.Lgs. 81/2008, che disciplina i lavori in quota e stabilisce obblighi in materia di valutazione dei rischi, scelta delle attrezzature e protezione contro le cadute dall’alto. L’utilizzo delle scale portatili è consentito nel rispetto di condizioni precise e deve essere valutato in relazione alla natura del lavoro da svolgere e ai rischi effettivi. La scelta delle attrezzature deve essere coerente con le caratteristiche concrete dell’intervento.
Anche la gestione di un appalto pubblico richiede attenzione e responsabilità: gli obblighi di sicurezza non possono restare sulla carta, ma devono tradursi in misure effettive, formazione adeguata e controlli puntuali.
La sicurezza sul lavoro significa prevenzione, protezione e formazione costante. Significa mettere ogni lavoratore nelle condizioni di svolgere il proprio compito senza correre rischi evitabili. Significa anche garantire che gli interventi di manutenzione del verde siano realizzati secondo criteri agronomici corretti, nel rispetto delle caratteristiche delle singole specie arboree e delle regole di buona pratica professionale.
Un appalto non può essere gestito risparmiando sulla sicurezza. Nessuna esigenza di bilancio, nessuna scadenza e nessuna ragione organizzativa possono giustificare una sottovalutazione dei rischi per la vita umana.
Non ci accontentiamo di adempimenti formali o risposte generiche: chiediamo risposte documentate, controlli effettivi e garanzie concrete. Vogliamo sapere quali misure fossero previste, quali controlli siano stati eseguiti e quali provvedimenti si intendano adottare per impedire che situazioni simili si ripetano.
La sicurezza non si garantisce dopo un incidente, quando ormai il danno è stato fatto. Si garantisce prima, attraverso la prevenzione, la formazione, attrezzature adeguate e responsabilità precise. È su questo terreno che si misura la capacità di un’amministrazione di vigilare sulla corretta esecuzione dei servizi pubblici e di tutelare chi lavora.
Esprimiamo la nostra piena vicinanza all’operaio coinvolto e alla sua famiglia, augurandogli una pronta e completa guarigione.
Dietro ogni infortunio c’è una persona, una famiglia e una vita che può cambiare per sempre. Non possiamo aspettare che accada una tragedia per occuparci di sicurezza. La tutela di chi lavora non è una concessione, non è un costo da ridurre e non è uno slogan: è un dovere preciso. Su questo non sono ammesse scorciatoie né indifferenza.

Nota stampa Stefania Fanelli Segretaria Sinistra Italiana Marano

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