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COVID. Il Governo valuta la riapertura a Natale. Ma il rischio terza ondata è dietro l’angolo

Manca poco più di un mese al Natale più “speciale” del secolo e le priorità rispetto agli altri anni sono del tutto cambiate. Mentre di questi tempi si iniziava a pensare a cosa regalare ad amici e parenti e a come addobbare casa, oggi si cerca di capire se e come si potranno festeggiare le festività natalizia.

Su questo punto si è espresso ieri il premier Giuseppe Conte intervenuto alla conferenza annuale Anci: “Veglioni, cenoni, baci e abbracci… questo non è possibile ma qui, al di là delle valutazioni scientifiche, occorre buonsenso. Una settimana di socialità scatenata, come è quella che di solito ci accompagna nelle festività natalizie, significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva in termine di decessi, stress delle terapie intensive e dell’area medica. Non ce lo possiamo permettere, sarebbe folle”. 

Nonostante ciò, probabilmente per non incorrere in ulteriori sommosse da parte dei commercianti, il Governo starebbe pensando ad un alleggerimento delle misure a partire dal 3 dicembre. Conte ha infatti annunciato che potrebbero esserci aperture di negozi dalle 9.00 alle 22.00. Inoltre, potrebbe variare anche l’orario previsto per il coprifuoco che, si sposterà dalle 22 alle 24.00. Bar, pub e ristoranti potrebbero infatti restare aperti anche la sera.

Queste misure, però potranno essere applicate solo nelle regioni dove il numero dei contagi sarà di molto diminuito. Sicuramente i commercianti si aspettano delle misure differenti da quelle prese in questo momento. Misure che attualmente hanno paralizzato gran parte degli indotti soprattutto per le piccole imprese, senza ricevere coperture o tutele da parte del Governo.

Sull’ ipotesi di una parziale riapertura si è espresso anche il dottor Crisanti, il quale non ha usato giri di parole. “Inaccettabile” ha detto. “Sono morte novemila persone dall’inizio della seconda ondata non ce lo dobbiamo dimenticare” ha continuato. Netta quindi la sua posizione.

Una cosa è certa, ci auguriamo che i mesi passati abbiano lasciato un insegnamento che, speriamo, Conte abbia recepito: affidarsi al buon senso delle persone non è la soluzione. Se non si prendono misure nette e chiare si rischia seriamente di compromettere anche i prossimi mesi.

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