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EMERGENZA CORONAVIRUS. Cacciapuoti: “Piano per strade metropolitane già attivo”

Napoli: “Generica e vaga, con evidenti errori di valutazione”.

È questa, secondo il consigliere delegato alle strade della Città metropolitana di Napoli Raffaele Cacciapuoti, la nota diffusa ieri dai parlamentari di Italia Viva, Rostan-Migliore-Vitiello.

Il richiesto “piano Marshall” per le strade provinciali – dice Cacciapuoti – è già in atto. Ne sono la testimonianza i 19 appalti in corso, per tutti comparti stradali e le arterie metropolitane, per un ammontare complessivo di oltre 20 milioni di euro di lavori, sospesi causa COVID -19. Molti su espressa e motivata richiesta delle ditte aggiudicatrici. L’eventuale presenza di rifiuti è chiaramente cosa non ascrivibile all’ente proprietario/gestore della strada bensì al Comune territorialmente competente: i rifiuti sono di competenza comunale. Inoltre – sostiene Cacciapuoti – la sicurezza stradale è sempre stato il punto cardine della nostra azione amministrativa, con indirizzo politico preciso e presente in ogni documento strategico e di programmazione dell’ente metropolitano. La ripartenza del nostro Paese, invocata nella nota, non può ascriversi attraverso azioni da porre in essere da città metropolitana di Napoli che, di per sé, attraverso un Piano Strategico metropolitano partecipato, plurale e trasparente, ha messo in campo e nelle disponibilità di quasi 90 comuni metropolitani, oltre 300 milioni di euro ed a ulteriori 72 milioni di euro nel triennio 20/22 proprio per la sicurezza stradale e la manutenzione degli oltre 650 km di rete viaria di proprietà o in gestione. Lascia inoltre basita tale richiesta, soprattutto perché avanzata da rappresentanti autorevoli e sostenitori dell’attuale governo. Essi chiedono di far ripartire l’economia per tramite di città metropolitana pur avendo tutti i requisiti, i ruoli e le funzioni apicali per poterlo fare.

Infine – secondo Cacciapuoti – non è affatto reale la possibilità di realizzare in tempi più brevi i lavori e ancor più falsa la riduzione di spesa pubblica. Ricordo, anzi direi informo, che i prezzi sono stabiliti dai contratti in essere e trattasi di appalti a misura. Invero le attuali limitazioni imposte, la distanza sociale di sicurezza tra persone, gli obblighi dei dispositivi quali mascherine e più frequente ossigenazione comporterebbero, paradossalmente, maggiori ritardi nell’esecuzione dei lavori stessi oltre che, in primis, l’esposizione ad eventuali e possibili contagi con ricadute anche mortali sulle maestranze che vedrebbero ricadere serie responsabilità sulla stazione appaltante, Rup o direttore lavori”.

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