Mugnano: Ha ragione chi dice che ieri il Consiglio Comunale di Mugnano di Napoli è stato un Consiglio da un’atmosfera davvero surreale. 

Da una parte la realtà, della quale la politica ben si guarda di occuparsi, glissando o arrampicandosi sugli specchi e dall’altra la realtà che presenta un conto che però nessuno vuol pagare. I fatti del giorno, pedissequamemte ignorati ieri dalla maggioranza, erano due: da un lato le dimissioni dell’assessore all’urbanistica e dall’altro lato richiesta di rinvio a giudizio di un consigliere comunale candidatosi ed eletto nelle fila della maggioranza Schiattarella. A chiacchiere il Sindaco ha parlato di trasparenza, legalità, responsabilità. Nei fatti proverò a dimostrarvi che questi che dovrebbero essere dei pilastri di ogni amministrazione sono solo “flatus vocis” come direbbero i latini o “aria dei mottini” come possiamo più prosaicamente dire noi napoletani.

Sul neo assessore all’urbanistica del Comune di Mugnano, durato in carica neanche due mesi e dimessosi per “motivi personali”, pende l’accusa di mancanza di titoli in relazione ad un suo precedente incarico tecnico presso il comune di Afragola per la gestione dei fondi Pnrr. Dalle verifiche infatti sarebbe emerso che la donna non possedeva dei requisiti fondamentali. Di conseguenza, tutti gli atti tecnici e le relazioni da lei firmate per sbloccare o gestire i fondi PNRR risulterebbero viziati da dichiarazioni mendaci (falso ideologico e materiale) ed esercizio abusivo della professione.

L’intera documentazione relativa alle firme e ai progetti PNRR gestiti ad Afragola è stata trasmessa ed acquisita dalla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo. I magistrati procedono per ipotesi di reato che vanno dalle dichiarazioni mendaci alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, fino all’esercizio abusivo della professione e alla potenziale truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Ieri la maggioranza di tutto ciò non si è occupata nonostante le legittime domande delle opposizioni. Ci si è trincerati dietro le “motivazioni personali”. E menomale che l’urbanistica era un settore sul quale l’amministrazione Schiatarella puntava con particolare attenzione. 

Nel secondo caso siamo in presenza di un consigliere candidatosi ed eletto nelle fila della maggioranza Schiattarella con una richiesta di rinvio a giudizio per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti per fatti sì legati a trascorsi antecedenti alla sua elezione ma che impattano su questa consiliatura.

Fatta salva la presunzione di innocenza ed il diritto a difendersi nelle sedi opportune fino al terzo grado di giudizio i due fatti del giorno di ieri inpongono ai meno distratti una riflessione.

Solo pochi mesi fa il Sindaco Schiattarella garantiva in campagna elettorale, in video, che tutti i membri di Consiglio Comunale e della futura giunta avrebbero dovuto presentare casellari giudiziari ed eventualmente carichi pendenti proprio a garanzia della tanto sbandierata trasparenza amminiatrativa. E menomale verrebbe da dire. Perché qui le questioni sono due: o casellari giudiziari e carichi pendenti sono documentazioni da produrre troppo facilmente aggirabili o forse servono garanzie etiche nella formazione e nel controllo delle liste che vanno ben oltre la presentazione di qualsiasi casellario giudiziario. La politica ha il dovere di intervenire prima e più a fondo nel garantire la trasparenza reale e non a chiacchiere o soltanto con operazioni di facciata. Questi due “strappi” nella rete di protezione dell’amministrazione devono imporre una riflessione. E soprattutto, in chiusura, una domanda. Siamo sicuri siano gli unici dure strappi? O dietro la facciata di casellari giidiziari presentati forse con troppa faciloneria si possono nascondere un terzo e magari un quarto caso che hanno avuto solo la fortuna finora di non assurgere a notizie di cronaca?

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