Marano: In questi giorni di grave crisi idrica ho potuto verificare personalmente che i tecnici sono stati costantemente presenti sugli impianti, con controlli continui sul funzionamento.
Un lavoro silenzioso ma necessario, dovuto al fatto che sono in corso i lavori di ammodernamento ed adeguamento tecnico funzionale agli impianti di accumulo e sollevamento idrico.
Ma c’è qualcosa che è mancato, e va detto chiaramente: l’informazione istituzionale ai cittadini.
Le persone hanno bisogno di sapere cosa sta succedendo, perché succede, cosa si sta facendo per risolverlo. Hanno bisogno di sentirsi meno sole. Una comunicazione puntuale, trasparente e continua da parte della Commissione Straordinaria non è un optional è un atto dovuto verso una comunità che sta vivendo un disagio reale e quotidiano.
Fare non basta. Bisogna anche dire. I cittadini di Marano meritano entrambe le cose. Occorreva l’ attivazione del Centro Operativo Comunale, con la Protezione Civile costante e capillare.
Come funziona la rete idrica di Marano
(dalla relazione del giornalista Domenico Rosiello, intervenuto all’assemblea organizzata da Sinistra Italiana Marano ( settembre 2022)
“Ci sono tre condotte principali.
La prima, gestita da Acqua Campania, proviene dall’acquedotto di Cassino e si immette nelle vasche di accumulo C1 (realizzate nel 1996 nei pressi della rotonda San Rocco). Da C1 l’acqua viene pompata nelle vasche C2 di via San Rocco, da cui una parte serve via Adda, rione 48 e via San Rocco fino a Corso Mediterraneo; un’altra parte alimenta le vasche Pendine, che a loro volta forniscono acqua a Fuoragnano, via Pendine e alle vasche C3 di via Recca. Da C3, tramite pompaggio, l’acqua arriva alle vasche della Recca, da cui parte un grosso adduttore che serve Città Giardino, via Casalanno e parte di via Marano-Quarto.
La seconda condotta (alimentata da ABC, ex Arin) proviene dalla zona ospedaliera, serve le case a ridosso della collina e la parte alta della città, congiungendosi poi con l’adduttore proveniente dalle vasche della Recca.
La terza condotta arriva da San Rocco di Capodimonte, alimenta le vasche di Poggio Vallesana e da lì serve Corso Europa, via Falcone, Corso Umberto, via Merolla e zone limitrofe.
L’impianto C1, finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno per 7 miliardi di lire, è in funzione dal 1996.”
Per decenni non è mai stato predisposto un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria lacuna che i lavori attualmente in corso stanno finalmente colmando.
Sul fronte delle perdite idriche, la media nazionale è del 49% — dovuta principalmente al fatto che le grandi multinazionali private che gestiscono l’acqua (A2A, Hera, Acea) hanno distribuito gli utili come dividendi senza reinvestirli nella rete. A Napoli, con ABC pubblica, le perdite si attestano al 35%, al di sotto della media nazionale. A Marano, nonostante interventi di risanamento della rete fossero già programmati nel piano triennale delle opere pubbliche del 2013, nessuna amministrazione in quegli anni è intervenuta.
Lavori di ammodernamento agli impianti: una battaglia lunga, ma vinta
Nel 2017 la precedente Commissione Straordinaria aveva inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche i lavori per la messa in sicurezza e l’adeguamento tecnico-funzionale degli impianti. Lavori programmati, poi rimasti nel cassetto per anni.
Da quel momento ho seguito passo dopo passo l’intera vicenda: lettere al Prefetto di Napoli, incontri con la Segreteria Comunale, manifestazioni pubbliche, pressione costante sugli uffici tecnici affinché quel progetto non cadesse nel dimenticatoio. Ho seguito l’ intero iter dalla programmazione, dalla progettazione esecutiva fino all’ aggiudicazione dei lavori. Ho esercitato un’ azione di sollecito costante. Ne ho parlato più volte in Consiglio Comunale. Come consiglieri di opposizione organizzammo anche un’assemblea pubblica , il 13’luglio 2025 per spiegare ai cittadini la complessità della questione idrica .
Il finanziamento , pari a € 3.937.351,44 , è stato autorizzato dalla Regione Campania nel 2022. Nel maggio 2025 è stata finalmente aggiudicata la gara al Consorzio Stabile Cantiere Italia, per un importo di € 2.970.482,22. Gli interventi riguardano gli impianti C1, C2, C3, Pendine e Recca. I lavori sono ora in corso.
Cosa resta da fare
Ammodernare gli impianti è un passo fondamentale, ma non basta. Restano aperti fronti urgenti sui quali le istituzioni devono avere il coraggio di intervenire concretamente:
la rete idrica, ancora colabrodo, su cui occorre programmare interventi strutturali; gli allacci abusivi, che sottraggono una risorsa pubblica a chi la paga regolarmente; l’utilizzo improprio dell’acqua potabile in estate ,per il riempimento di piscine private e l’irrigazione di campi agricoli , che aggrava la carenza idrica nei momenti di maggiore bisogno.
Rete idrica
Un’occasione già persa
A maggio 2025 la Regione Campania ha approvato un programma da 425 milioni di euro per reti idriche e fognarie in 192 comuni. Per il solo distretto Napoli Nord: 14 interventi, oltre 63 milioni di euro. Marano non c’era.
Intervenni duramente. Quell’occasione è persa. Ora non restano alibi: la Commissione Straordinaria deve individuare altri fondi e programmare subito gli interventi sulla rete. Non ci sono più scuse.
Di questi temi si deve parlare. Questi sono i temi che meritano l’attenzione della politica e dei cittadini molto più di qualsiasi polemica personale.
L’acqua è un diritto. Non un privilegio. Non una merce. L’ acqua è vita e non si può centellinare.
Nota stampa Stefania Fanelli Coordinatrice Sinistra Italiana Marano
