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MARANO. Fanelli: “Auguri alla Commissione di accesso, spero si faccia davvero chiarezza”

Marano: Mi unisco al coro di auguri di un proficuo lavoro alla Commissione di accesso agli atti che nella giornata di ieri si è insediata al Comune di Marano. Questa città ha davvero bisogno di un’ operazione di verità. Che la Commissione faccia davvero chiarezza su chi ha avuto responsabilità e chi ha avuto responsabilità paghi. Non si interrompa un percorso di ripristino della legalità e che la verità emerga tutta anche nell’ individuare una regia oscura che ha bloccato un percorso virtuoso sull’ uso dei beni sequestrati per abusivismo edilizio.
Un appunto però mi sento di farlo al Prefetto, certa di non peccare di ” lesa maestà “. Sarebbe stato importante anche una risposta ed un intervento della Prefettura al grido di allarme che ho lanciato al Signor Prefetto denunciandogli la carenza drammatica di personale all’ interno della macchina amministrativa. Una carenza che ha messo in ginocchio l’intera macchina comunale . Uffici al collasso che non riescono a garantire servizi essenziali efficienti ai cittadini. Una carenza drammatica che rallenta notevolmente anche i percorsi di ripristino della legalità per mancanza di risorse umane. Perché la Prefettura su questo non è intervenuta? Non ho mai avuto alcuna risposta alle segnalazioni inviate al Signor Prefetto. Non credo sia secondario questo aspetto per ogni operazione di ripristino della legalità.
Detto questo sento l’ esigenza di fare un’analisi più approfondita. Partendo proprio dal riutilizzo dei beni confiscati.
Vorrei innanzitutto però ricordare al parlamentare del nostro territorio che il movimento cinque stelle ha sostenuto e votato il pacchetto sicurezza Salvini, all’ interno del quale , art. 37 si prevede la VENDITA ALL’ ASTA DEI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA aprendo un’autostrada ai clan . Beni che rientrano nella disponibilità dei clan. Ci aveva già provato il Ministro dell’interno Maroni con il governo Berlusconi nel 2010. Ricordo che presentai una mozione in consiglio comunale rispondendo all’ appello dell’ associazione LIBERA ” Marano dice no alla vendita dei beni confiscati alle mafie”. Il governo Lega-Cinque stelle è riuscito ad aprire la strada facendo un regalo ai mafiosi ed ai corrotti.
Vorrei sottolineare che chi siede in parlamento ed ha il compito di legiferare dovrebbe intervenire per facilitare i percorsi di assegnazione rendendo più fluidi i percorsi e rendere efficaci le leggi Rognoni-La Torre e la Legge 109 / 96 ( esclusivo riutilizzo ai fini sociali dei beni confiscati). Chi ha il compito di legiferare dovrebbe intervenire per prevedere piani straordinari di investimenti per l’effettivo riutilizzo dei beni confiscati ed anche quelli sequestrati per abusivismo edilizio ed acquisiti a Patrimonio comunale. Troppo spesso quei beni sono inutilizzabili per le condizioni di mancanza delle più elementari norme di sicurezza. Spesso di tratta di immobili sui ci sono grossi interventi da fare per la riqualificazione e manutenzione. Investimenti per aiutare gli enti locali, senza fondi, questo dovrebbe fare chi ha il compito di legiferare. Troppo spesso nei bandi pubblici o nei regolamenti viene chiesto di stipulare delle polizze fideiussorie. Le associazioni di volontariato che non dispongono di fondi si ritirano e non partecipano ai bandi. Ed ecco che i bandi vanno deserti. Si intervenga su questo. Si accompagni davvero il processo di riutilizzo concretamente. Si intervenga nei percorsi tra Agenzia dei beni confiscati e Prefettura se troppo spesso i beni vengono assegnati ancora occupati dalle famiglie dei clan. È accaduto anche questo a Marano. Per rendere fruibili dai Comuni e dal terzo settore i beni confiscati devono essere ” liberi”.
A questo proposito tengo a precisare un altro aspetto.
Quando si sono insediate le commissioni consiliari nella conferenza dei capigruppo suggerì di spostare la competenza dei beni confiscati nella commissione politiche sociali e non Patrimonio giacché la legge ne prevede il riutilizzo AI FINI SOCIALI. Fu approvata la proposta.
In terza commissione consiliare cercammo di avviare una strategia per accelerare il riutilizzo dei beni confiscati. Invitammo il Presidente di Libera Campania ed il responsabile dei beni confiscati. Avevamo individuato un percorso. Avviare una progettazione partecipata dal basso coinvolgendo la città: le parrocchie, le associazioni di volontariato con l’ aiuto di Libera Campania che si rendeva disponibile come ” facilitatore ” in questo percorso.
Percorso che è stato poi bloccato perché qualcuno , tra maggioranza ed opposizione successivamente nella nuova votazione delle commissioni ha ben pensato di proporre e quindi sottrarre la competenza dei beni confiscati alla commissione politiche sociali assoggettandole alla competenza esclusiva della commissione Patrimonio. Individuando nel bene confiscato una fonte di reddito e non uno strumento di impegno civile e di riscatto di un’ intera comunità. Chi ha proposto quella modifica ha sputato sulla legge 109 / 96 che prevede l’esclusivo riutilizzo ai fini sociali dei beni confiscati per restituire il male tolto alle comunità locali dalle attività illecite della criminalità organizzata. Sono mesi e mesi che in commissione sto chiedendo, come si evince dai verbali, di scrivere al Presidente del consiglio comunale per restituire la competenza dei beni confiscati alla commissione politiche sociali.
In merito ai beni acquisiti a Patrimonio comunale di Via Sant’Agostino nel 2017 era iniziato un percorso virtuoso di ripristino della legalità. Uno schiaffo alla camorra ed uno schiaffo alla povertà. La nostra proposta di sempre prendeva corpo ed era stata accettata: destinare i beni confiscati alla criminalità organizzata e quelli sequestrati per abusivismo edilizio ed acquisiti a Patrimonio comunale ad edilizia popolare per i cittadini in attesa di un alloggio popolare. Un percorso importante per dare un segnale forte alla città. Un percorso bruscamente interrotto dalla recente sentenza del Tar che da ragione ai Polverino. Benissimo fa l’ente comunale ad opporsi alla sentenza del Tar se ha verificato che nessuna notifica ” è stata dimenticata ” e che tutta la procedura è legittima. Benissimo fa l’ ente ad aprire un’ indagine per accertare le responsabilità di chi in sede di difesa dell’ente , su ricorso dei Polverino , non ha prodotti i documenti regolarmente notificati. Chi ha bloccato questo percorso dovrà assumersi tutte le responsabilità. Tutte nessuna esclusa.
Questa città ha bisogno di essere ” bonificata” dalla malapolitica , dal cartello criminale tra imprenditoria locale e criminalità organizzata .
Questo territorio è stato teatro di speculazioni edilizie, di devastazioni ambientali grazie ad un cartello tra i poteri forti. Ecco perché questa città ha bisogno di nuovo PUC partecipato con la città. Ne ha bisogno come il pane. Ecco perché il disegno di legge regionale è pericoloso ed apre la strada a nuove speculazioni edilizie. Si intervenga su questo. La criminalità organizzata si combatte con le scelte politiche chiare e nette. Si promuova sempre con azioni concrete non con gli slogan l’ antimafia sociale. Ogni qualvolta ci sarà un percorso di ripristino della legalità io darò una mano come cittadina prima ancora che come impegno politico.
Questa città ha bisogno di operazioni di verita trasparenti e non manipolate.
Dissestro idrogeologico, consumo di suolo, scarichi abusivi di acque reflue, scarichi abusivi di liquami e rifiuti nell’ alveo dei Camaldoli questa l’ altra faccia della medaglia di chi ha COSTRUITO ABUSIVAMENTE IN QUESTA CITTÀ . I farabutti criminali hanno tante facce. La verità emerga tutta perché chi ha sacheggiato e devastato il nostro territorio non deve averla vinta . Chi ha interrotto i percorsi di ripristino della legalità non deve averla vinta.
La Prefettura se vuole dare una mano alla città , oltre a verificare dove e con chi si è insediata la criminalità organizzata e fa benissimo a farlo, un atto dovuto alla città, intervenga anche sulla carenza drammatica di personale.
Sull’ incapacità invece dell’amministrazione sul promuovere azioni che accompagnino l’impegno civile della città fascendo uscire tutti dall’ omertà e dalla rassegnazione mi sono già ampiamente espressa. A questa amministrazione manca una visione di città.
Stefania Fanelli consigliere comunale Sinistra Italiana

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