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MARANO. Nuovo riconoscimento per Angelo Covino

Marano: per Angelo Covino sovraordinato al Comune di Marano, arriva un ulteriore riconoscimento dalla Presidenza Nazionale dell’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria che lo ha nominato Presidente onorario.

Covino non è affatto nuovo agli ambienti del Ministero della Giustizia, avendo prestato in passato servizio come agente nel Corpo di Polizia Penitenziaria ma anche come cancelliere presso il Tribunale di Napoli.

L’associazione polizia penitenziaria che è sotto la tutela ed il coordinamento del ministero della giustizia e che conta oltre 10 mila iscritti in tutta Italia tra sindacato SAPPE ed associazione ANPPE, sarà rappresentata da oggi in Campania dal dottor Covino che attualmente è anche sovraordinato al Comune di Marano su nomina del prefetto di Napoli.

Dipendente pubblico, giornalista pubblicista e praticante avvocato, Covino metterà in campo la sua esperienza nell’associazione proprio per incrementare le attività sul territorio della regione Campania.

L’associazione Anppe, l’unica organizzazione, a livello nazionale, rappresentativa del personale del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia e del Corpo di Polizia Penitenziaria in congedo” attualmente è presente già in diversi comuni della provincia di Napoli ed ha come scopo preciquo tra l’atro di tramandare le tradizioni del corpo, di svolgere e migliorare ogni possibile assistenza sociale, di rinsaldare lo spirito di servizio tra il personale in congedo e quello in servizio e di contribuire alla prevenzione della criminalità attraverso un’opera di ordine culturale, politica e sociale ed attua sinergie con le Istituzioni, gli Enti locali e le Associazioni di categoria.

Il traguardo prefissato dal presidente nazionale Anppe dott Donato Capece, attuale segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria, è quello di portare l’associazione di polizia penitenziaria – riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica, anche in altri centri anche per far conoscere a tutti i cittadini l’opera meritoria delle fiamme azzurre che sono la prima frontiera nel percorso di rieducazione dei cittadini che hanno una esperienza detentiva.

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