Marano: Risposta pubblica per l’ultima volta.
Il titolo è pretestuoso e vergognoso. «Le mie ombre»? Quali sarebbero? Premesso che l’unico che ha dichiarato la propria candidatura a sindaco è Santoro non io.

Detto questo, vengo alle menzogne perché di questo si tratta, e mi riservo di valutare con la mia legale se sussistano le condizioni per una querela.
Sulle commissioni. Francesco Santoro racconta menzogne facendo leva sul fatto che i cittadini non conoscono le procedure e come funzionano determinati percorsi come ad esempio il funzionamento delle commissioni. Afferma che le avrei gestite secondo la mia volontà, senza trasparenza. Una bugia grande come una casa. Gli orari si decidono collegialmente, tenendo conto degli impegni di tutti e anzi, più volte sono stata io quella penalizzata. Mi sono battuta perché le commissioni non diventassero un opificio, né uno strumento per gestire questioni personali.

E a proposito di trasparenza: i compensi parlano chiaro. Ho partecipato alle commissioni solo quando ero presente e solo quando c’erano argomenti concreti da discutere non tutti i giorni, non per fare numero, non per accantonare gettoni. Le chiacchiere sono chiacchiere, i fatti sono fatti. Ci sarà un motivo se, tra tutti i consiglieri che hanno partecipato alle Commissioni, sono quella che ha percepito in assoluto i compensi più bassi. Sarebbe interessante sapere invece come stanno le cose per altri. Per me le commissioni non sono chiacchiere a vuoto sono il luogo dove si portano contenuti e si lavora nell’interesse dei cittadini.

E soprattutto talmente ho a cuore la trasparenza in Commissione Statuto, di cui facevo parte, ho avanzato formalmente la proposta affinché le commissioni consiliari venissero rese pubbliche, aperte ai cittadini. Ho detto che ad agosto non si lavora in commissione, e così è stato, almeno per me. Ci sono i verbali. Chiunque voglia verificare, li legga.

Sui rapporti personali. Non sono io a tracciare distinzioni tra piano personale e piano politico ma quando si offendono i cittadini con termini volgari, quando si lede la dignità delle persone più fragili, io non guardo in faccia a nessuno.
Su Bertini. Lo dico per l’ultima volta: all’epoca dei fatti io non ero politicamente attiva a Marano. Quando ho sostenuto quella candidatura, quei fatti non erano ancora emersi. È una distinzione che pretendo venga rispettata. Ho ribadito più volte che mi auguro sinceramente che Mauro Bertini possa dimostrare la propria estraneità ai fatti. Qualora però i successivi gradi di giudizio dovessero confermare la sentenza di primo grado, non farò sconti a nessuno.

Sulla mia presenza negli uffici comunali. Certo, frequentavo l’ufficio patrimonio ma per battaglie collettive, non per favori clientelari. E non solo quell’ufficio: manutenzione strade, opere pubbliche, impianti idrici. Questo era il mio lavoro. Non accompagnare qualcuno a farsi fare la carta d’identità.

Sulla relazione della commissione d’accesso. Non sono io a far circolare informazioni. Mi limito a commentare ciò che altri rendono pubblico chi siano questi altri, non lo so. Forse lo sa lui.
Capisco che l’obiettivo sia demolire politicamente ma non sulle menzogne, non sui populismi, non sulle sporche bugie. Perché qui l’unico che fa politica sporca, l’unico che non sa distinguere il piano politico da quello umano, è proprio Santoro. Arrivare a offendere la dignità delle persone più fragili, costruire menzogne al solo scopo di abbattere l’avversario questa non è politica. È scorrettezza.

Il vero confronto politico si fa su un’idea diversa di città, su una visione diversa. Sulla gestione del servizio idrico, per esempio su quello sono pronta a un confronto pubblico in qualsiasi momento. Ma finché si continuano a raccontare le solite storielle su chi sarebbe “in politica da trent’anni” i numeri già sbagliano: in tutta la mia vita ho fatto sei anni in consiglio comunale, di cui quattro all’opposizione, e sempre senza mai ricoprire ruoli di governo. La retorica sulla “carriera politica” se la possono risparmiare.

Con Francesco Santoro non ho nulla su cui confrontarmi seriamente, almeno finché il livello del confronto resterà questo. Pensi piuttosto a essere coerente: tra quello che dice in privato e quello che dice in pubblico. Pensi a riportare la politica sul piano delle idee e dei contenuti. E smetta di scrivere sotto dettatura.

Sono tre anni che sono oggetto di una demolizione sistematica da parte di alcuni ex consiglieri e personaggi che ruotano nella destra maranese. La loro ossessione quotidiana sono io non i problemi della città, non le idee, non i programmi. Io. Lo stesso Santoro me lo ha spiegato più volte, il perché: “perché sei forte, perché sei l’ unica che hai il voto di opinione, e in qualche modo quindi dobbiamo demolirti” . Questa è la verità e questo stanno cercando di fare. Ma non ci riusciranno la parola spetterà solo ai cittadini.

Nota stampa Stefania Fanelli Coordinatrice Sinistra Italiana Marano

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