Marano: La medaglia che non raccontano
La destra di questa città, profondamente disonesta dal punto di vista intellettuale continua a citare, sotto evidente dettatura , quell’intercettazione in cui l’ex sindaco mi chiamava “cretina”, come se fosse un insulto da sbandierare. Per me è una medaglia al petto. E vi spiego perché. Quella parola mi fu rivolta perché mi ero battuta per un bando pubblico, ad evidenza pubblica, per l’assegnazione degli stalli del mercato. Una scelta di trasparenza. L’ex sindaco aveva una visione diversa. E io, che ho sempre avuto una testa pensante senza mai lasciarmi indottrinare da nessuno ho difeso quella posizione.
La destra non racconta questa parte. Omette il contesto, taglia la verità a metà. Quindi, se essere chiamata “cretina” è il prezzo della trasparenza, lo pago volentieri.
E quella scelta di trasparenza quella testa che non si è mai piegata è anche uno dei motivi per cui il mio nome non compare nel decreto di scioglimento.
I veri cretini? C’è chi in questa città viene etichettato con certi epiteti, di cui tutti sanno. Ma su questo mi taccio, perché ho troppo rispetto per ciò che quel nome rappresenta per non svilire il confronto. Dico solo questo: essere offesa da certe persone, per me, è un’ulteriore medaglia al petto.
Su una cosa non consento più il minimo equivoco: l’unico mio mentore politico è stato mio padre. Solo lui. Non ho mai riconosciuto ad altri questo ruolo né lo riconoscerò mai. Mauro Bertini l’ho sostenuto come candidato sindaco negli ultimi anni perché ho riconosciuto in lui uno dei migliori sindaci che Marano abbia avuto prima che emergessero i fatti noti. Dopodiché, punto e basta. Chi racconta altro non conosce nemmeno la mia storia politica, né quella di Marano e si permette pure di blaterare manipolando i fatti . Si dovrebbero solo vergognare.
E un ultimo consiglio lo offro volentieri: se sono la loro ossessione quotidiana a oltre un anno dalle elezioni, quando di candidature non si parla ancora — vuol dire che mi temono assai. Hanno paura. Si prendessero una camomilla quotidiana. Anzi, una tanica intera.
Nota stampa Stefania Fanelli
