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MARANO. Questione Siad, l’Aicast: “schiaffo al commercio della città”

Marano: uno schiaffo alla città di Marano commerciale da parte di tutti i consiglieri di Maggioranza.

Negando a spada tratta che in Comune non si parla di SIAD, forse in quanto molti di voi avete scoperto solo ieri cosa significa “SIAD” ed è probabile che veramente non sappiate nulla. Ma alcuni di voi o per cultura o per passione politica sapete bene di cosa si tratta.

Dopo alcuni interventi di cui un paio squallidi in contenuti e sostanza dicevate di non esserci nessun ragionamento o lavori in corso sul Siad e che se bene se ne parlasse era solo in funzione e a beneficio dei negozi di vicinato, quando vi è stato chiesto e spiegato dai consiglieri di Opposizione in modo semplice e chiaro di deliberare ciò che voi avete affermato, avete votato contro. Allora perché? Forse non sapete che prevenire è meglio che curare?

La questione SIAD posta all’ordine del giorno denota in maniera chiara e senza equivoci la distanza della politica dai problemi della città.

Marano, negli anni 70 , per la sua posizione di centro tra i piccoli paesi limitrofi, costituiva un esempio di centro Commerciale all’aria aperta.

Con il passare del tempo, grazie alla miopia di tutte le Amministrazioni che si sono succedute, nessuna esclusa, la città è stata tagliata fuori da tutte le vie di comunicazione e il destino delle nostre attività commerciali è stato compromesso da queste scelte scellerate.

Parlare oggi di piano SIAD vuol dire staccare la spina ad un malato moribondo.

Con tutti i problemi che attanagliano la città, pensare alla possibilità di far aprire strutture di vendita di medie o grandi dimensioni (di cui la città non ha assolutamente bisogno) inducono a pensieri maliziosi. Ma poiché crediamo che chi governa abbia a cuore il bene della città, vi invitiamo a focalizzare l’attenzione sul fatto che i negozi sono una risorsa di inestimabile valore per tutti e non solo per i commercianti.

Oramai la chiusura di negozi, anche ventennali non fa più notizia. In questo momento di crisi ci saremmo aspettati delle politiche di incentivazione per il commercio al dettaglio di medie dimensioni, soprattutto nel centro aprirono e non mirabolanti iniziative tendenti all’apertura di grossi centri nelle zone periferiche senza pensare che questa situazione comporterà la desertificazione in brevissimo tempo della città. Si ignora che con la chiusura delle piccole botteghe vengono persi posti di lavoro, canoni di locazione, ticket del parcheggio e imposte comunali. Si verificherebbe un effetto domino tale da trafilaste tutto e tutti in pochissimo tempo.

Per tale ragione noi ci auguriamo che vinca il buon senso, perché in caso contrario, non possiamo sapere chi vincerà, ma sappiamo con certezza chi perde.

Comunicato stampa Fausto Sarracino presidente Aicast

 

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