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MARANO. Vicenda Bertini, gli ultimi aggiornamenti da parte del Legale: “Ridimensionata tutta la vicenda, attendiamo il processo il prima possibile”

Marano: sono trascorsi quasi quattro mesi da quando, alle prime ore dell’alba, i Carabinieri bussarono alla porta di Mauro Bertini consegnandogli la misura cautelare degli arresti domiciliari per concorso esterno in associazione camorristi e corruzione.

L’ex sindaco si è sempre dichiarato innocente e piano piano il quadro generale è stato smontato, ridimensionando in maniera molto netta i capi d’accusa. Ieri abbiamo raggiunto telefonicamente l’avvocato difensore di Bertini, Ivan Filippelli, il quale ha fatto il punto della situazione attuale.

Prima di tutto – afferma il legale – il Tribunale del Riesame ha ridimensionato tutta la vicenda, eliminando del tutto il concorso esterno. Il residuo adesso riguarda una presunta corruzione, in quanto i Cesaro dicono di aver dato dei soldi. C’è da dire che, appena uscì la notizia di queste dichiarazioni, Bertini fece una denuncia perché in vita sua non ha mai avuto niente.

Adesso – continua – vogliamo fare il processo, speriamo il prima possibile, per dimostrare che sono tutte falsità.  Tra l’altro la Procura ha preso una posizione un po’ strana, in quanto non si è mai visto che un processo per corruzione venisse spacchettato e quindi Bertini dovrebbe farsi il processo da solo senza i Cesaro, quando il processo per corruzione richiederebbe la presenza del corrotto e del corruttore.

La prima udienza era fissata per il giorno 8 maggio, rinviata poi al 19 giugno. La nostra posizione è quella di riuscire a farle il prima possibile, per affermare la totale estraneità ai fatti di Bertini che così potrà essere finalmente libero.

Per quanto riguarda la misura cautelare abbiamo fatto il ricorso in Cassazione, che speriamo venga fissato il prima possibile, per consentire a Bertini di affrontare il processo da cittadino libero.

Riguardo agli altri capi d’accusa, – prosegue l’avvocato – la vicenda dell’acquisto di Palazzo Merolla non figura più, mentre nella faccenda della Masseria Galeota il capo dell’Ufficio Tecnico Armando Santelia è andato sotto processo, senza nessuna responsabilità accertata. Fra l’altro ritengo la questione prescritta, ma l’ex sindaco vuole comunque andare a processo per affermare la propria innocenza.

Resta quindi solo la presunta corruzione nella faccenda pip. L’importo, però, è stato ridimensionato. Infatti, i Cesaro prima affermavano di avergli dato 280.000,00 €, mentre adesso dicono 125.000,00 €. Fra le altre cose, – conclude Filippelli –  la vicenda risalirebbe a quando Bertini non era più sindaco (quindi non si capirebbe il motivi) e i soldi gli sarebbero stati dati attraverso assegni post-datati, cosa che evidenzia ancora di più la farsa di cui è stato vittima Bertini“.

Una vicenda, quindi, sulla quale si sta facendo finalmente chiarezza. Quello che al momento è evidente è l’accanimento avuto nei confronti dell’ex sindaco di Marano, costretto da quasi quattro mesi agli arresti domiciliari. Speriamo, che quanto prima la verità venga a galla e che la comunità di Marano non sia costretta a vivere una vicenda per che molti versi ricorda quella di Enzo Tortora.
Ci auguriamo che Mauro Bertini abbia la possibilità di rispondere a tutti coloro che in queste settimane hanno infangato la sua credibilità e anni di vita dedicati all’attività politica cittadina, senza che si potesse difendere e replicare agli attacchi gratuiti ed ingiustificati ricevuti.

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