Mugnano: Il tema della trasparenza amministrativa a Mugnano di Napoli si arricchisce di un nuovo, grottesco capitolo. Se da mesi si discute dell’inaccessibilità dei video consiliari – sistematicamente oscurati su YouTube dopo le dirette streaming – ora è la stessa documentazione cartacea dell’Ente a mostrare preoccupanti falle, gettando ombre sull’affidabilità di ciò che viene messo a verbale.
L’analisi dei documenti ufficiali del Consiglio Comunale del 22 ottobre 2026 rivela infatti evidenti e ripetute contraddizioni nella registrazione dei voti sulle delibere. Il caso più emblematico emerge dai verbali di ratifica delle variazioni di bilancio (DCC n. 45 e DCC n. 46). Dalla trascrizione fedele della seduta, si evince chiaramente come la votazione abbia registrato 3 voti contrari (Bove, Daniele, Rigotti) e 2 astenuti (Ruggiero e Romagnuolo). Tuttavia, il frontespizio del documento ufficiale che cristallizza l’esito della seduta (DCC n. 45) riporta un conteggio diametralmente opposto per il campo dei favorevoli: elenca i nomi di chi si è astenuto e di chi ha votato contro all’interno della lista dei 20 voti favorevoli. Un errore materiale clamoroso che stravolge la registrazione formale dell’atto.
Le discrepanze non si fermano qui. Sulla delibera relativa alla revisione delle partecipazioni pubbliche (DCC n. 47), la trascrizione integrale del dibattito riporta come voti contrari Bove, Daniele e Rigotti, con l’astensione del solo Romagnuolo (Ruggiero non viene menzionato). Scorrendo però il verbale riassuntivo ufficiale, il nome di Ruggiero compare magicamente tra i 21 voti favorevoli, nonostante la sua assenza dal conteggio in aula per quello specifico punto.
Il caos regna sovrano anche nella delibera più importante, quella sull’approvazione del Bilancio Consolidato 2025 (DCC n. 49). Il verbale ufficiale segna zero astenuti e tre contrari (Bove, Daniele, Rigotti), attribuendo 22 voti favorevoli (tra cui Ruggiero e Romagnuolo). Peccato che, leggendo la trascrizione del dibattito, emerga una realtà completamente diversa: alla domanda del Presidente su chi votasse contro, vengono registrati ben cinque nomi (Bove, Daniele, Rigotti, Ruggiero, Romagnuolo), con zero astenuti.
Queste marchiane discrasie tra quanto effettivamente dichiarato in aula e quanto poi “scolpito” sui documenti ufficiali rendono evidente l’inaffidabilità dell’attuale sistema di verbalizzazione. Un deficit di precisione che rende ancora più urgente e vitale la necessità di poter disporre delle videoregistrazioni delle sedute per una verifica oggettiva e inoppugnabile dei fatti.
Oggi, invece, il rigido Regolamento comunale del 2023 permette alla ditta incaricata di impostare i video come “privati” subito dopo lo streaming, rendendoli inaccessibili alla cittadinanza se non previo un tortuoso e spesso scoraggiante iter di accesso agli atti. Un “bavaglio di vetro” che l’Amministrazione Schiattarella ha finora difeso, spostando l’attenzione sulle presunte lesioni d’immagine sui social network causate dai tagli video effettuati da cittadini e oppositori politici. Ma di fronte a verbali cartacei che confondono favorevoli, astenuti e contrari, la fruibilità immediata e permanente del girato non è più solo una questione di trasparenza digitale, ma l’unico argine alla distorsione della memoria storica dell’Ente.
Ci si attende ora che la Commissione Statuto e Regolamenti prenda quanto prima in esame la revisione del testo che disciplina lo streaming e la fruizione dei girati, per allineare Mugnano ai comuni limitrofi (come Marano, Calvizzano e Giugliano) dove le registrazioni consiliari restano un patrimonio sempre accessibile a garanzia di tutti. E soprattutto, a garanzia della verità.

