Mugnano: Un quartiere di confine, ostaggio quotidiano di furti negli appartamenti, sversamenti abusivi di rifiuti e continui episodi di microcriminalità. È la cruda fotografia di via Sansone scattata dal gruppo politico Periferia Attiva e dal consigliere di opposizione Romagnuolo, che tornano a denunciare lo stato di abbandono in cui versa la zona. Nonostante le rassicurazioni passate sulla chiusura di alcune strade per aumentare la sicurezza e il rimpallo di responsabilità sulla presunta natura privata dell’arteria, per chi vive il quartiere ogni giorno la situazione è rimasta del tutto immutata.

L’opposizione accende i riflettori su un’area nevralgica, che confina con la città di Napoli in ben due punti, chiedendo a gran voce un maggiore e costante monitoraggio da parte delle forze dell’ordine. Tra le richieste avanzate a nome dei cittadini, stanchi di sentirsi in balia degli eventi, spicca la necessità di riqualificare una volta per tutte la zona del cosiddetto “sfiatatoio”, accompagnata dalla ferma richiesta di ripristinare le telecamere di sorveglianza per tutelare il territorio.

Eppure, proprio sul fronte della videosorveglianza, emerge un singolare paradosso. Se da un lato i residenti lamentano l’assenza di occhi elettronici e ne chiedono il ripristino, dall’altro le carte comunali certificano che l’Ente finanzia regolarmente da anni il mantenimento di un sistema di sicurezza proprio in quella strada. Come si evince dagli atti amministrativi, già a partire dall’agosto del 2022 il Comando di Polizia Municipale ha iniziato a stanziare fondi pubblici per il servizio di manutenzione e assistenza tecnica di una sofisticata telecamera mobile (il modello “E Killer Flex”), esplicitamente installata e destinata a via Sansone. Un impegno economico a favore della ditta fornitrice che si è poi rinnovato costantemente di anno in anno fino ad oggi. L’apparecchio risulta posizionato dall’Amministrazione per monitorare un sito periferico considerato sotto stretta attenzione istituzionale al fine di contrastare lo sversamento illecito di rifiuti e gli incendi dolosi. Resta dunque da chiarire l’effettiva operatività e l’efficacia sul campo di tale strumentazione tecnologica, regolarmente mantenuta a spese dell’Ente da oltre quattro anni, a fronte dell’esasperazione e dell’emergenza microcriminalità denunciata dai residenti.

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