Mugnano: Il nuovo rapporto dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sull’edizione 2026 fotografa un’Italia che continua a sacrificare il proprio territorio a ritmi estremamente allarmanti. Nel corso del 2025, il Paese ha registrato oltre 102 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali, segnando un incremento del 22,4% rispetto all’anno precedente. La velocità della cementificazione ha raggiunto la preoccupante soglia di 3,2 metri quadrati al secondo, equivalenti a oltre 280.000 metri quadrati distrutti ogni giorno. Al netto dei timidi e insufficienti interventi di ripristino ambientale, il consumo netto nazionale si attesta a 95 chilometri quadrati, il valore più alto mai registrato dal 2012 a oggi. Complessivamente, il 7,19% dell’intero territorio italiano risulta ormai definitivamente sigillato da edifici e infrastrutture, un dato che stacca nettamente la media europea ferma al 4,4%.
Scendendo nel dettaglio regionale, la Campania si conferma ai vertici nazionali per l’impatto dell’urbanizzazione incontrollata. Con il 10,65% del proprio suolo ormai artificializzato, la regione si posiziona al terzo posto in Italia per percentuale di cementificazione, preceduta unicamente dalla Lombardia (12,27%) e dal Veneto (11,87%). Le dinamiche di trasformazione non accennano a rallentare: tra il 2024 e il 2025, il territorio campano ha perso ulteriori 740 ettari lordi di suolo naturale (671 ettari al netto delle aree ripristinate).
Il quadro si fa ancora più critico stringendo l’obiettivo sulla cintura metropolitana a nord di Napoli. I dati certificano un territorio ormai giunto alla saturazione, dove Mugnano di Napoli si colloca stabilmente nella “top ten” regionale dei comuni con meno spazi naturali. Le tabelle ISPRA indicano infatti che ben il 68,23% dell’intera superficie amministrativa mugnanese risulta irrimediabilmente consumata e coperta da asfalto e cemento. Questa altissima densità inserisce Mugnano in un drammatico continuum urbano che soffoca l’hinterland partenopeo, in compagnia dei comuni limitrofi che guidano questa amara classifica: Casavatore (che sfiora l’impermeabilizzazione totale con il 91,90%), Arzano (83,41%), Melito di Napoli (81,55%), Cardito (74,58%), Frattaminore (73,00%), Frattamaggiore (72,38%), Torre Annunziata (71,59%), Casoria (71,35%) e Portici (69,13%). Un blocco di cemento ininterrotto che impone, ora più che mai, l’urgenza di politiche pubbliche indirizzate esclusivamente verso la rigenerazione urbana e lo stop al consumo di nuovo suolo.

