Mugnano: La gestione dei campi da tennis comunali è finita al centro di un aspro dibattito politico sollevato attraverso lo strumento del Question Time. A formalizzare i dubbi e le dure critiche nei confronti dell’Amministrazione è stato l’avvocato Aniello Chianese, portavoce della lista Agorà, compagine candidatasi alle scorse elezioni comunali senza però riuscire a eleggere un proprio rappresentante in assise. Nel mirino di Chianese è finita la procedura che ha portato all’assegnazione dell’impianto sportivo alla società A.S.D. Academis Tennis e Padel, un iter che ha generato forti perplessità sia sul metodo adottato sia sulle garanzie economiche a tutela dell’Ente.

L’attacco del portavoce di Agorà si è concentrato sulla natura della concessione, denunciando un’operazione ritenuta poco trasparente. Nel documento illustrato, si critica duramente la narrazione dell’Amministrazione: «Si arriva a negare l’innegabile, addirittura che si tratti di un AFFIDAMENTO DIRETTO». Ad alimentare i dubbi di Chianese sono stati i presunti pregressi della società aggiudicataria, costituita appena due anni prima dell’originaria manifestazione di interesse emanata dal Comune. L’avvocato ha inoltre puntato il dito sul caso della gestione, da parte degli stessi soggetti, del Centro Antares di Giugliano: «A Giugliano infatti, se si tratta sempre della medesima realtà imprenditoriale, ha ricevuto un bene già completo, con strutture sportive anche coperte, in cambio di un misero canone di 400€ mensili. Cifra assolutamente ANOMALA». La vicenda è stata inquadrata da Chianese in un presunto e più ampio filone di cattiva gestione dei beni pubblici, citando come esempi negativi il Parco Sensoriale, la Biblioteca Mediateca e un’area cani in via Capasso, da poco inaugurata e già «abbandonata all’incuria».

A replicare punto su punto alle accuse e a illustrare i dettagli tecnici è intervenuto l’assessore Cipolletta. Riguardo alle presunte ombre sui gestori e al caso di Giugliano, l’esponente della giunta ha chiarito che le verifiche dei requisiti necessarie per contrattare con la Pubblica Amministrazione, rigorosamente previste dal Codice degli Appalti, hanno dato «esito negativo di insussistenza», confermando che nulla ostava all’affidamento. L’Amministrazione, ha precisato Cipolletta, non è in possesso né può verificare per legge notizie esterne e slegate dai rigidi obblighi normativi.

Sulla legittimità della procedura, l’assessore ha smentito che si sia trattato di un classico affidamento diretto senza competizione, illustrando l’applicazione dell’articolo 5 del Decreto Legislativo 38/2021, norma speciale in materia di strutture sportive. Cipolletta ha rivendicato la totale correttezza dell’iter: «La fase ad evidenza pubblica vi è stata ed è stata quella preliminare… Il Comune richiede l’obiettivo da realizzare… Il bando a perfetta evidenza pubblica consente la partecipazione di tutti i soggetti aventi requisiti interessati a redigere un progetto… La stazione appaltante esamina i progetti presentati e dichiara quelli idonei». A tal proposito, la Giunta ha dichiarato il pubblico interesse dell’unico progetto risultato idoneo sui tre pervenuti in fase di gara.

Infine, rispondendo alle richieste di trasparenza finanziaria avanzate da Agorà, l’assessore ha rivelato che il Piano Economico Finanziario (PEF) allegato al progetto prevede un valore complessivo della concessione pari a 1.898.500 euro. Cipolletta ha inoltre rassicurato sulle clausole di salvaguardia, confermando che la delibera di giunta prevede espressamente l’applicazione di pesanti penali a carico del concessionario in caso di revoca o di recesso senza gravi e comprovati motivi, in aggiunta all’eventuale risarcimento dei danni arrecati all’Ente.

Nonostante le rassicurazioni tecniche fornite in aula dall’Amministrazione, la querelle sui campi da tennis è tutt’altro che chiusa. A stretto giro è arrivata la controreplica dello stesso Chianese, il quale ha lamentato la totale assenza di risposte puntuali sui nomi dei soggetti coinvolti, sul caso giudiziario del centro Antares (la cui concessione fu revocata per abusi edilizi sul bene pubblico) e sui requisiti economici dell’operazione, interrogativi liquidati dalla giunta con un mero rinvio alla documentazione depositata negli uffici. Pur riconoscendo al sindaco e all’assessore la celerità nel fissare la discussione del question time, il portavoce di Agorà ha sottolineato come la difesa a oltranza della regolarità normativa dell’affidamento non abbia di fatto risposto alle reali domande sollevate. Ritenendo che l’intera gestione del bene pubblico “parta malissimo”, Chianese ha reso noto di aver già depositato una formale istanza di accesso agli atti per andare a fondo sulla vicenda e verificare se quanto dichiarato in aula trovi esatto riscontro nelle carte ufficiali.

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