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NAPOLI. Movida, prosegue il confronto sulla nuova ordinanza sindacale

Napoli: nuovo incontro della commissione Giovani, presieduta da Laura Bismuto, per discutere dei principali aspetti dell’ordinanza sindacale n. 906 dell’11 ottobre 2019 in materia di tutela della sicurezza urbana per la valorizzazione delle attività di intrattenimento e di svago e la prevenzione della devianza giovanile. Sono intervenuti oggi Valeria Paolella, dirigente dello Sportello Unico Attività Produttive, e Bruno Capuano, capitano della Polizia locale. Dopo l’incontro di ieri con l’assessora alla Sicurezza urbana Alessandra Clemente, nel corso del quale sono stati indicati alcuni elementi di criticità dell’ordinanza sulla “movida” cittadina attualmente in vigore, e dopo la disponibilità espressa dall’assessora ad avviare un confronto sui contenuti e a recepire eventuali modifiche al documento, i commissari intervenuti hanno oggi approfondito alcuni di questi temi con la dirigente Valeria Paolella e con il capitano Bruno Capuano.

Tra i punti discussi: le distinzioni ai sensi di legge tra gli esercizi di somministrazione, gli esercizi di vicinato e gli esercizi di pubblico intrattenimento e le modalità con le quali l’ordinanza le tratta; le misure previste dall’ordinanza in materia di impatto acustico dopo le ore 24 in alcune aree della città; le tipologie di attività per le quali vige il divieto di vendita di bottiglie di vetro dopo le ore 24 e le ragioni per le quali altre tipologie di attività non siano sottoposte allo stesso obbligo; le distinzioni fra il dettato della legge 77/1997 (Disposizioni in materia di commercio e Camere di Commercio) e della legge 94/2009 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) sulle sanzioni da applicare in caso di reiterata violazione delle norme da parte degli esercizi commerciali, ad esempio in materia di occupazione di suolo pubblico; la differenza tra l’efficacia delle ordinanze sindacali emanate, come in questo caso, ai sensi dell’articolo 50 del Testo Unico degli Enti Locali, nelle quali il sindaco agisce nella qualità di capo dell’amministrazione, e quelle invece emanate ai sensi della legge 94/2009, nelle quali il sindaco, nella qualità di ufficiale di governo, può delegare una serie di poteri agli uffici, con la possibilità di comminare sanzioni più severe.

Alla domanda fatta dalla presidente Bismuto sulla possibilità di applicare sanzioni più severe a quegli esercizi che non rispettano i divieti di somministrazione di alcool ai minori o i limiti delle occupazioni di suolo pubblico, o ancora violano le prescrizioni in materia di sversamento dei rifiuti, la dirigente Paolella ha chiarito che l’ammontare massimo delle sanzioni per tutte queste fattispecie è previsto dalla legge, e non è possibile intervenire diversamente. Nel dibattito la consigliera Rosaria Galiero (Napoli in Comune a Sinistra) ha ribadito che è necessario trovare una mediazione tra la sana iniziativa imprenditoriale – che ha comunque il merito di aver ridisegnato la morfologia di intere aree della città – e il diritto dei cittadini alla serenità.

Molto critico sull’impianto generale dell’ordinanza e sullo stesso linguaggio adoperato nel documento – definito “fascista” e “discriminatorio” – il consigliere Rosario Andreozzi (Dema), che ha contestato alcuni punti in particolare, come il divieto di vendere alcolici da asporto nel quartiere Vasto dopo le ore 21. La realtà dei pubblici esercizi in città è estremamente complessa, ha sottolineato il consigliere, e bisogna impedire che intere zone muoiano a causa di prescrizioni troppo rigide. I lavori della commissione proseguiranno con l’approfondimento di altri aspetti dell’ordinanza e della bozza del Regolamento di Polizia urbana.

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