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POLITICA. I sindaci (e i loro elettori) ai tempi dei social network

Siamo alle soglie del 2020 e ormai tutti sanno (o per lo meno dovrebbero sapere) quanto siano importanti i social network nel mondo della comunicazione.
Un’intera generazione è nata con l’esplosione dei vari facebook, instagram e simili, ed oggi i lavori più in voga si sviluppano grazie a questi mezzi. Ogni giorno nasce un nuovo youtuber, un blogger o un influencer e sempre di più sono i ragazzini (ma non solo) che li seguono e li apprezzano.

Anche per chi non ne ha fatto un mestiere, però, i social network rappresentano uno strumento utile e molto potente, se usato nella maniera adeguata. Parenti lontani che riescono a tenersi in contatto quotidiano, gruppi di amici che organizzano il tempo libero, commercianti che promuovono le proprie attività, uomini e donne dello spettacolo che tengono aggiornati i propri fans e politici che utilizzano il web per fare campagna elettorale o semplicemente per diffondere il proprio ideale.

Si possono condividere idee, pensieri, critiche, foto e video. Insomma, oggi, i social network danno a tutti la possibilità di farsi conoscere e condividere le proprie esperienze.

Come detto, non sono esenti da questa “moda” le donne e gli uomini della politica, anzi. C’è chi costruisce alle proprie spalle un team che si dedica soltanto alla gestione dei social, con pubblicazioni regolari e parole chiave studiate. C’è chi, però, ancora oggi crede (o forse non ne ha ancora capito le potenzialità) che i social siano solo uno strumento superfluo.

E così, a chi riempie la propria pagina o il proprio profilo di immagini, informazioni e opinioni (che creano interesse e interazione), si contrappone chi a stento usa la rete per augurare buon Natale e buona Pasqua.

I social, per fortuna ma anche purtroppo, invece, oggi sono diventati una finestra attraverso cui le persone si informano e commentano, facendo apprezzamenti e, nella maggior parte dei casi, lanciando critiche. Esistono, e sono sempre più in aumento, i leoni da tastiera. Coloro i quali, nascondendosi dietro un monitor, esprimono tutta la disapprovazione (che spesso sfocia in frustrazione e rabbia) nei confronti dell’operato del sindaco o dell’amministratore di turno.

Spesso, però, a ricevere le critiche sono anche coloro che commettono sì errori, ma che realizzano anche tante opere positive senza, però, darne notizia, in quanto, come dicevamo, non ritengono internet la piattaforma ideale per pubblicizzare le proprie opere. Ma, siccome oggigiorno la gran parte delle persone non vive più la strada ma ha gli occhi rivolti tendenzialmente sul proprio smartphone (diventato una sorta di Bibbia), saranno davvero pochi eletti a conoscere gli aspetti positivi del lavoro altrui, se non evidenziato in rete.

Quindi, che fare? Pubblicare tutto ciò che si fa e rispondere (nei limiti del possibile) ai followers o continuare ad ignorare l’importanza di comunicare anche tramite il web?

La soluzione, come capita spessissimo, sta nel mezzo. Probabilmente, è giusto utilizzare i social network per la funzione per cui sono nati: comunicare con quante più persone possibile nelle modalità consentite, interagendo, nel rispetto altrui, con chi vuole relazionarsi e confrontarsi. Nel contempo, però, sarebbe necessario, che i critici (che frequentemente diventano haters) inizino a provare a fare qualcosa di costruttivo, collaborando in maniera fattiva e concretamente per realizzare il bene comune, non limitandosi ad esprimersi grazie ai tasti di uno smartphone o di un computer.

Amministratori ed elettori devono lavorare insieme affinché la collettività trionfi sull’interesse dei singoli. Ma, per realizzare questo passo, spesso utopico, c’è bisogno di limitare il proprio “tifo politico” e di capire che le lamentele e le critiche, se non accompagnate da proposte valide e concrete, non porta a nulla, anzi rischiano soltanto di peggiorare ancora di più situazioni spesso già complicatissime.

 

 

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