Si sono conclusi ieri, presso la Scuola di Perfezionamento delle Forze di polizia, i due giorni di lavori dedicati al Seminario di alto livello dal titolo “Safeguarding sport”. Il focus dell’evento ha riguardato il fenomeno della corruzione nello sport e l’analisi dei possibili reati che minacciano l’integrità della dimensione sportiva, con un occhio ai rischi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata.

La Conferenza è stata co-organizzata e co-presieduta dall’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) e dall’Ufficio di coordinamento e pianificazione delle Forze di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, in collaborazione con l’Istituto Internazionale Italiano Studi Sport Società (IIISSS).

I lavori sono stati aperti dall’intervento del Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Raffaele Grassi, il quale è intervenuto anche in veste di Presidente dell’Unità Informativa Scommesse Sportive (UISS) e del Gruppo Informativo Scommesse Sportive (GISS). Per l’Ufficio di coordinamento e pianificazione delle Forze di polizia, che ha curato l’organizzazione dell’evento, è intervenuto il Direttore, Prefetto Annunziato Vardé. Ad essi, si è aggiunto il Direttore del settore Corruzione e Criminalità economica dell’UNODC, Brigitte Strobel-Shaw, che ha rivolto un cenno introduttivo.

L’evento ha visto la partecipazione, in presenza ed online, di più di 100 delegati in provenienza da numerosi Paesi[1] con l’aggiunta di esponenti di varie organizzazioni di polizia regionali[2], organizzazioni internazionali[3] ed organizzazioni sportive[4].

Da parte italiana, oltre a qualificati rappresentanti delle Forze di polizia, sono stati invitati rappresentanti del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ANAC, del CONI, della DNA, dell’UIF e della NADO (Organizzazione Nazionale Antidoping).

Tra i principali obiettivi del Seminario vi sono stati quelli di: accrescere la consapevolezza sulle possibili connessioni tra corruzione e criminalità organizzata in ambito sportivo, unitamente all’approfondimento dei fenomeni delle scommesse illegali, del match fixing e del trasferimento fraudolento di atleti; rafforzare lo scambio informativo tra i diversi partner anche al fine di analizzare il sistema degli elementi di prova; elaborare raccomandazioni su come prevenire e contrastare questi fenomeni criminali.

L’iniziativa è stata molto apprezzata poiché il Seminario di alto livello, con un taglio tecnico-operativo, ha permesso di affrontare queste tematiche da diverse prospettive offrendo, altresì, la possibilità di gettare le basi per una solida collaborazione tra la comunità del mondo sportivo e quella delle agenzie di law enforcement, sia a livello nazionale sia internazionale, con il fine di individuare le migliori strategie di prevenzione e di contrasto.

In tale prospettiva, è già stato fissato l’appuntamento per il successivo Seminario di alto livello, per la prossima primavera.

Il successo della Conferenza è stato confermato dall’evoluzione degli esiti scaturiti che l’UNODC intende portare all’attenzione Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) in occasione della prossima sessione di settembre 2024.

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