Mugnano: La formazione delle commissioni consiliari, snodo cruciale per l’avvio della macchina amministrativa, si è trasformata nell’ennesimo palcoscenico delle fragilità politiche dell’amministrazione di Mugnano di Napoli. La seduta consiliare del 14 settembre ha infatti certificato una spaccatura ormai insanabile all’interno della coalizione, culminata in un duro e plateale attacco del primo cittadino all’indirizzo della lista “Casa Riformista”.

La miccia che ha fatto esplodere la tensione è stata la legittima scelta degli esponenti di Casa Riformista – compagine esclusa dalle logiche dell’esecutivo subito dopo le elezioni – di mantenere formalmente la propria collocazione all’interno della maggioranza per quanto concerne l’assegnazione e i lavori delle commissioni. Una decisione di natura tecnico-politica che ha evidentemente irritato il sindaco Pierluigi Schiattarella, il quale ha preso la parola per sferrare una requisitoria dal sapore di un vero e proprio diktat.

Con un nervosismo palpabile, il primo cittadino ha dovuto ammettere pubblicamente di non avere la facoltà legale di espellere alcun consigliere eletto democraticamente dalla coalizione. Tuttavia, non ha rinunciato a lanciare strali pesanti, riducendo una complessa dialettica politica a una questione di “dignità personale”. Il sindaco ha accusato gli esponenti della lista di voler rimanere in maggioranza per “comodo”, rinfacciando loro di non aver votato le linee programmatiche, di non avere espressione in giunta e di non partecipare più alle riunioni di maggioranza. Un discorso che, più che riaffermare la leadership, è sembrato tradire l’insofferenza di un’amministrazione che fatica a tollerare le voci fuori dal coro e tenta di delegittimare chi non si allinea pedissequamente alle direttive.

L’attacco frontale ha inevitabilmente acceso la miccia in aula, trasformando il consesso in un’arena. Le proteste e le voci sovrapposte hanno generato una tale bagarre da costringere il Presidente del Consiglio a un intervento drastico per ripristinare l’ordine. Il clima di scontro aperto ha visto l’Ufficio di Presidenza richiamare duramente all’ordine i consiglieri Daniele e Bove, esigendo in maniera perentoria il rispetto delle regole e intimando di non suggerire alla presidenza come condurre i lavori.

La seduta è poi proseguita con il sindaco che, constatando l’atteggiamento palese dei dissidenti confermato dal mancato voto sulle linee programmatiche, ha tagliato corto per procedere celermente alle votazioni e chiudere l’incidente.

Tuttavia, il dato politico resta scolpito nei verbali dell’assise: Casa Riformista ha tenuto il punto, rivendicando i propri spazi democratici e istituzionali a dispetto delle pressioni. L’amministrazione, dal canto suo, esce da questo scontro con l’immagine di una maggioranza dal respiro corto, più propensa a redarguire i propri alleati scomodi che a ricucire gli strappi. Le commissioni sono state formate, ma la navigazione dell’Ente, su queste basi, si preannuncia tutt’altro che serena.

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