Oggi riparte la carovana rosa per il secondo arrivo in quota di questa 94esima edizione del Giro d’Italia. Una frazione molto breve, appena 142 km, che da Pompei porterà i corridori a Cusano Mutri. Tappa che si concluderà sulla Bocca della Selva, una salita lunga quasi 18 chilometri con una pendenza media del 5.6%. Grande favorito di giornata, neanche a dirlo, il campione sloveno Tadej Pogacar che fino ad ora ha dominato il lungo ed in largo questa prima parte di giro.

Ma proviamo a tirare le somme di questi primi otto giorni di corsa…

Tadej Pogacar: come dicevamo è il dominatore indiscusso di questa prima parte di giro. Battuto al fotofinish alla prima tappa, impiega meno di 24h per rifarsi ed alzare le mani al cielo sul Monte Oropa e prendersi la maglia rosa che difficilmente lascerà, se non per scelta sua. Il giorno successivo in una tappa, in teoria per le ruote veloci, prova un allungo nel finale e per poco non riesce nell’impresa. Ma il meglio ancora deve venire perché nella crono di Perugia straccia praticamente tutti, anche uno specialista come Pippo Ganna, e rifila distacchi da capogiro a tutti i suoi rivali diretti. Non contento si va a prendere anche il successo nella tappa del giorno dopo, quella di Prati di Tivo per poi mettersi al servizio del suo compagno di squadra e velocista, Molano, nella tappa di Napoli, con arrivo in volata.
Un vero cannibale che però sa farsi amare dal pubblico così come dai suoi compagni di squadra.
Voto 10 e lode

Jhonatan Narvaez: l’ecuadoriano della Ineos è la vera sorpresa di questa prima settimana di Giro. Riesce nell’impresa di battere l’ingiocabile Tadej Pogacar nella prima tappa con arrivo a Torino, indossando – così – la prima maglia rosa di questa edizione della corsa rosa. Non contento nella tappa di Napoli prova a beffare tutti partendo a poco meno di 10 km dal traguardo e venendo ripreso solo a 100 metri dalla linea del traguardo.
Voto 9

Jonathan Milan: il friulano della Lidl-Trek è l’uomo di riferimento per le volate. Lo sa lui, lo sa la sua squadra e lo sanno anche tutti gli altri del gruppo. Dei tre arrivi – sulla carta – per velocisti ne vince uno, quello di Andora, ed arriva secondo negli altri due, battuto prima dal belga Tim Merlier (voto 7) e poi dall’olandese Olav Kooij (voto 7). È sua, al momento, la maglia ciclamino. Se dovesse proseguire su questa strada questo sarà l’anno della sua definitiva consacrazione.
Voto 8

Benjamin Thomas e Pelayo Sanchez
Il corridore francese della Cofidis e lo spagnolo della Movistar hanno il merito di riuscire a spezzare il duopolio Pogacar-Velocisti e a vincere la quinta e sesta tappa approfittando anche di qualche incertezza da parte del gruppo che calcola male i tempi e non riesce così a chiudere sulla fuga. Tanto coraggio ma soprattutto tante gambe per due corridori la cui spedizione in Italia è già, dopo solo una settimana, da incorniciare.
Voto 7.5

Julian Alaphilippe
Una menzione speciale per il due volte campione del mondo della Soudal che sta interpretando questo giro d’Italia come solo un grande corridore sa fare. Consapevole di non essere più al passo con i nuovi fenomeni del ciclismo mondiale, si dà anima e corpo ogni qual volta la strada comincia leggermente ad alzarsi sotto le ruote. In fuga in diverse tappe, ancora non è riuscito a cogliere un successo che sarebbe più che meritato. Siamo sicuri che se dovesse continuare a provarci, prima o poi arriverà anche la vittoria. Intanto dà spettacolo e non fa annoiare.
Voto 7

Daniel Martinez
Il colombiano della Bora sembra essere in stato di grazia in queste prime giornate del Giro d’Italia. Primo tra gli umani, lo scalatore sembra avere tutte le carte in regola per giocarsi il podio finale con avversari che, alla partenza, erano sicuramente più quotati.
Voto 7

Cian Uijtdebroeks
Il belga della Visma è l’attuale leader della classifica dei giovani davanti all’italiano Antonio Tiberi (voto 7) e in corsa per un posto sul podio finale. Finisse così sarebbe un giro d’Italia da incorniciare. Intanto voto 7

Ben O’Connor
L’australiano dà la sensazione di essere quello che va più forte in salita, dopo Pogacar ovviamente. Ma in una corsa come il Giro non basta avere le gambe migliori. È necessario avere anche testa, tanta testa e forse in questo l’australiano deve ancora migliorare. Sbaglia a voler provare a tenere il passo dello sloveno quando accelera sul Monte Oropa, perdendo tanto, troppo perché in acido lattico. Può sicuramente migliorare.
Voto 6.5

Geraint Thomas
Attualmente terzo della generale, l’esperto corridore britannico conosce i suoi limiti e sa che non può rispondere alle accelerate del giovane Tadej. Sale sempre del suo passo e si attesta come uno dei corridori più accreditati al podio finale. Per sua stessa ammissione, paradossalmente, stecca nella crono che nei piani gli sarebbe dovuta servire per mettere secondi tra sé e i suoi avversari.
Voto 6.5

Romain Bardet
Il francese è la vera delusione di questa prima parte di Giro. Partito per provare ad arrivare a podio è sin dalla seconda tappa fuori dai giochi con un distacco, ad oggi, di quasi 8 minuti da Pogacar e di oltre 6 dal podio. Proverà sicuramente a rifarsi ma nel frattempo la sua esperienza è ampiamente insufficiente.
Voto 5

Fabio Jacobsen, Caleb Ewan, Fernando Gaviria
Tre ruote veloci. Tre delusioni. Mai nel vivo della gara, solo il folletto della Jayco prova a farsi vedere ogni tanto in testa al gruppo senza però mai riuscire a lasciare il segno nelle volate. Poco, troppo poco per tre corridori capaci, in passato, di vincere e competere con i migliori velocisti del gruppo.
Voto 4

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