Marano: Il futuro urbanistico di Marano si gioca anche sulla sorte delle misure di salvaguardia collegate al Piano Urbanistico Comunale (PUC) adottato nel luglio 2025 dall’ex Amministrazione Morra.
Si tratta di un tema tecnico solo in apparenza: in realtà riguarda direttamente il modello di sviluppo della Città e il modo in cui si intende tutelare il territorio.
Secondo un orientamento della giurisprudenza amministrativa, le misure di salvaguardia possono cessare di produrre effetti decorso un anno dall’adozione del PUC, qualora il piano non sia stato definitivamente approvato e non siano intervenuti ulteriori atti previsti dalla normativa.
Sarà compito degli organi competenti chiarire quale sia la disciplina applicabile nel caso di Marano.
Il PUC adottato dall’Amministrazione guidata dall’allora sindaco Matteo Morra era stato presentato come uno strumento finalizzato a limitare il consumo di nuovo suolo, privilegiando la rigenerazione urbana e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Un’impostazione che segnava una discontinuità rispetto alle scelte del passato e che aveva aperto un importante confronto sul futuro della Città dopo quasi 40 anni.
Le misure di salvaguardia hanno proprio la funzione di evitare che, durante il percorso di approvazione del piano, vengano autorizzati interventi in contrasto con gli obiettivi della nuova pianificazione. Per questo motivo il loro eventuale venir meno rappresenta un tema di evidente interesse pubblico.
L’eventuale cessazione della loro efficacia non comporterebbe automaticamente una nuova edificazione né autorizzerebbe indiscriminatamente nuovi interventi. Tuttavia, potrebbe incidere sul quadro normativo applicabile ad alcune richieste edilizie, riaprendo un dibattito che molti cittadini ritenevano ormai superato.
Marano porta ancora i segni di decenni di crescita urbanistica spesso disordinata, con ricadute sulla qualità della vita, sulla mobilità, sulla disponibilità di servizi e sulla tutela degli spazi liberi.
È anche per questo che una parte della cittadinanza guarda con attenzione al destino del PUC e auspica che il percorso di pianificazione venga definito in tempi certi.
Non è una contrapposizione tra chi vuole costruire e chi vuole impedire qualsiasi sviluppo. La vera sfida è governare la trasformazione della Città attraverso regole chiare, trasparenti e stabili, evitando che eventuali incertezze normative possano alimentare nuovo contenzioso o compromettere gli obiettivi di una pianificazione condivisa.
Su questi temi il confronto politico è non solo legittimo, ma necessario. Ciò che conta è che il dibattito sia accompagnato dalla massima trasparenza istituzionale, affinché cittadini, professionisti e operatori economici conoscano con chiarezza lo stato del procedimento e le conseguenze delle scelte che saranno assunte. Perché il futuro urbanistico di Marano riguarda l’intera Comunità e merita risposte chiare, fondate sui fatti e orientate all’interesse pubblico.
Detto questo la domanda che molti si pongono è: a che punto è ora il Puc? Dopo le controdeduzioni il Piano è stato inviato in Città Metropolitana per i passaggi di rito? Qual è l’idea della triade commissariale sul futuro Urbanistico della Città?

