Hamas accetta di negoziare sugli ostaggi anche in assenza di un cessate il fuoco permanente.
Lo ha riferito un alto funzionario della fazione palestinese che governa Gaza.
Hamas aveva richiesto che Israele “accettasse un cessate il fuoco completo e permanente” per avviare i colloqui sullo scambio di ostaggi e porre fine alla guerra che durava da nove mesi, ha ricordato il funzionario, aggiungendo che “questo passaggio è stato aggirato, poiché i mediatori (del Qatar) hanno promesso che finché fossero continuate le trattative sui prigionieri, il cessate il fuoco sarebbe continuato”.
Nuove proteste si sono verificate oggi in Israele per aumentare la pressione sul governo Netanyahu affinché raggiunga un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi e un cessate il fuoco: i manifestanti hanno bloccato numerose strade del Paese e organizzato picchetti davanti alle abitazioni di molti ministri, riporta il Guardian.
Le proteste sono iniziate alle 6:29 (le 5:29 in Italia), ovvero l’ora dell’assalto di Hamas contro Israele il 7 ottobre scorso, secondo i media nazionali. I manifestanti sono scesi in piazza, bloccando il traffico nelle ore di punta nei principali incroci del Paese. Sull’autostrada che collega Tel Aviv a Gerusalemme, inoltre, sono stati incendiati pneumatici.
Gruppi di manifestanti con megafoni e striscioni hanno protestato anche davanti alle abitazioni di numerosi ministri e parlamentari della coalizione. “Fallimento totale! Fallimento totale!”, ha urlato una piccola folla davanti alla casa del ministro Ron Dermer, un membro della cerchia ristretta del premier Benjamin Netanyahu.
fonte: ansa.it

